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Un uomo sulla quarantina sta animatamente discutendo al telefono con una certa Laura. Alza la voce, parla di ritardi, disguidi, cattiva organizzazione. Io e la ragazza al bancone ci guardiamo col sopracciglio alzato, di fronte ad un cappuccino, lei, e addentando un cornetto, io.

“Certa gente di primo mattino è già lì che urla e sbraita e inquina acusticamente l’aria”, le dico, “gli servirebbe una vacanza forzata su un eremo, giusto il tempo di rimettersi in pace col mondo”. “L’eremo piacerebbe anche a me, magari quando torno dalla crociera letteraria”, mi risponde.

No, perché mi spiega che K.Lit, il primo Festival dei blog letterari che si terrà a Thiene (VI) il 7 e l’8 luglio, tra le altre iniziative, organizza questa crociera letteraria, all’interno della quale si può frequentare un corso di scrittura, incontrare un autore conosciuto a livello nazionale, scrivere un breve racconto che, se verrà scelto, potrà essere inserito nel primo e-book MSC crociere. Insomma, una crociera dove non ci si annoia e soprattutto si evitano i trenini attorno alla piscina. Parte il 22 ottobre da Napoli. E non sarà un eremo, ma direi che è comunque interessante.

Tornando ad ora, ai prossimi giorni. A maggio sbocciano i fiori, ma pure i libri. Il Maggio dei Libri è una campagna nazionale promossa dal Centro per il Libro e la Lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e ha il nobile obiettivo di evidenziare quanto sia importante la lettura per la nostra crescita personale, sociale e civile. Sul sito sono presenti tutte le iniziative -davvero un’infinità- divise per Regione e tutto questo fino al 23 maggio 2012. Una proroga fino al 23 maggio 2013 no, eh?

Ah, giusto, il mondo finisce prima. Ok, i Maya hanno detto che qualcosa succederà, ma mica si sa bene cosa! Manco Giacobbo è riuscito a definire i dettagli di questa profezia (e quando mai). Però, secondo me, voi avete più fantasia di tutti i Maya e tutti i Giacobbo messi insieme e lo potete dimostrare nel concorso Cronache della fine del mondo 21/12/2012. Tra tutti i racconti inviati entro il 30 giugno, ne verranno scelti 21 che faranno parte dell’antologia omonima edita da Historica. Uscita prevista: novembre 2012 (ché non si sa mai).

Resto ai confini della realtà e vi dico che su Twitter, se seguite i @FratelliGrimm, dal 7 maggio al 7 giugno, ci sarà un’esperienza collettiva di riscrittura di molte delle loro fiabe, tipo Cenerentola, Pollicino e Cappuccetto Rosso. Tutto quello che uscirà fuori da questo storytelling collettivo prenderà forma di podcast,  verrà letto da Matteo Caccia e pubblicato sul sito del Goethe Institut.

C’è da divertirsi.


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Lo vedete quell’uomo seduto lì in fondo? Appena l’ho visto, ho pensato “ecco, questo adesso mi chiede qualcosa da bere e va a sedersi da solo, lontano da tutti” e così è stato, è almeno un’ora che non alza la testa dal libro che tiene in mano. Quella ragazza che è appena uscita, invece, è una di quelle che appena entrano, ti sorridono e ti dicono buongiorno come se davvero lo fosse, anche se sono zuppe perché fuori diluvia. E’ una di quelle persone che, prima di chiederti una spremuta o un tè o qualsiasi altra cosa, parlano un po’, così, per rompere il ghiaccio, e spesso restano qui, al bancone, a raccontarmi le cose tra un cliente e l’altro.

Spesso mi chiedo come facciano, queste persone, alle nove del mattino, ad avere già tante cose da dire, ma forse ha ragione Paul Auster, le storie capitano solo a chi le sa raccontare.

Su Cowbird, ad esempio, di storie ce ne sono tante. Cowbird è una comunità di storyteller, di narratori. Alcune storie sono fatte di un’immagine e poche frasi, altre sono più articolate, ma tutte si possono cercare e leggere in base alle persone che le hanno scritte, ai luoghi in cui sono ambientate o ai temi che trattano, ad esempio. E poi ci sono le saghe, come quella di Occupy e quella di San Valentino. Insomma, storie che si intrecciano, che ispirano e generano altre storie. Una piccola comunità in cui il primo passo è richiedere l’invito per farne parte e, subito dopo, mettersi a raccontare.

In altri posti, poi, può succedere di tutto, tipo cambiare una storia già scritta. Su THe iNCIPIT, infatti, l’unica cosa certa è come la storia inizia. Quello che succede dopo è scelto dagli utenti, che possono votare tra diversi sviluppi della trama, suggerire nuovi elementi da aggiungere, discutere con l’autore e gli altri lettori attraverso i commenti. Un romanzo interattivo online “a metà tra gioco e narrativa”, dicono. Io sono andata a ficcarci il naso e la cosa sembra interessante.

Anche il blu è un colore interessante, vero? Lo è ancora di più quando può farvi vincere una copia del nuovo romanzo di Christopher Moore, Sacré Bleu, che uscirà in Italia il 3 maggio per Elliot Edizioni. Basta scattare una fotografia o scrivere quello che questo colore evoca in voi, qualsiasi cosa, entro il 21 aprile. Tutte le foto e i testi verranno pubblicati sul blog dedicato e sulla pagina facebook, ma solo i migliori si aggiudicheranno una copia del libro.

Oppure potete sempre andarvelo a comprare e, già che ci siete, dire a quelli di Marcos y Marcos cosa significa per voi andare in libreria. C’è questo concorso il cui scopo è inventarsi uno slogan, entro il 23 aprile, che inizia con “Andare in libreria…”. I quattro slogan finalisti si sfideranno con un Elogio della Libreria al Salone del Libro di Torino e il supervincitore si aggiudicherà una bicicletta.

Tra un po’ arriverà il bel tempo, due ruote e vento tra i capelli, ci sta.


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Io ci provo, ad essere sempre sorridente e ad ascoltare tutti, a fare conversazione anche quando mi sono appena ustionata col bollitore del latte e sinceramente non me ne importa niente della rubrica che tieni sugli scrittori esordienti, ma tu parli, parli e io penso che adesso mi si formerà la bolla e mi brucerà per un po’, ci dovrei mettere qualcosa sopra, forse.

Però lo sai che sei simpatica, Gaia? Mi fai ridere, sei spietata, mi dici che alcuni esordienti sono insopportabili, soprattutto su facebook, che non sanno usarlo e io penso che è proprio vero, che se vai sulle loro bacheche ti pare di stare sulla linea, in fabbrica, dove sotto ti passano sempre gli stessi pezzi, a ripetizione. Alienante. E quindi dai, prenditi un altro succo, io intanto mi leggo i primi tre gironi di All’inferno, scrittore esordiente! E aspetto gli altri.

André Héléna è considerato uno dei massimi esponenti del noir francese. La casa editrice sarda, Aìsara, per celebrarlo in grande stile, ha indetto il concorso Le Prince Noir. In tutto 12 autori che scriveranno racconti ispirati ai 12 romanzi di Héléna. 5 sono già stati scelti, ne mancano altri 7. Io ci proverei, c’è tempo fino al 31 maggio.

E proverei anche a risvegliare il libro che dorme nel cassetto, è pur sempre primavera! Secondo me sarebbe contento, il libro, di partecipare al talent show letterario ideato dalla Sartoria Creativa. E’ uno spettacolo in più serate, in cui ognuno dovrà presentare il proprio manoscritto e convincere una giuria a passare il turno per continuare a camminare Sulla strada per Las Vegas. E sì, perché solo il migliore, il libro più sveglio, potrà pubblicare con Las Vegas Edizioni.

Che avete da fare il giovedì? Io propongo di vederci tutti sulla pagina facebook di LibrisuLibri. Ogni giovedì alle 20.00, sulla pagina apparirà una domanda-quiz, e chi avrà risposto correttamente nel minor tempo possibile si aggiudicherà un libro giallo della Casa editrice Eclissi. Ma solo per mezz’ora, poi puff, il libro giallo si trasforma in zucca.

Parlo troppo, eh? Ma è per non pensare alla bruciatura. Se anche voi avete qualcosa a cui non volete pensare, Fascetta Nera è uno di quei blog che soprattutto si guardano, più che leggersi. Ci sono le fascette dei libri, su alcune ho riso un sacco. D’altronde, “meglio vivere un giorno da fascetta che cento anni da bandella” la dice lunga.


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“La prima volta che ho scritto una poesia (o qualcosa che le somigliasse) è stato in occasione del compleanno della mia ragazza. Una roba sdolcinata, non proprio nelle mie corde. A me viene meglio la prosa e infatti la poesia era orrenda, ma a lei sono venuti gli occhi lucidi e io non ho più smesso.”

Me lo dice un po’ così, con gli occhi lucidi anche lui e io sorrido mentre gli servo una Spritecollimonemiraccomando e penso anche alle mie prime volte, al fatto che le prime volte sono sempre piene di paure e aspettative e brividi e chissà.

Mi dice se può lasciarmi sul tavolo un mucchio di volantini, e parlano di prime volte anche quelli.

Perché l’Associazione L’Altra P…Arte ha indetto la prima edizione del Premio Letterario Quod Scripsi, per racconti inediti che hanno come tema “ad un bivio – una scelta (in)consapevole”, storie di avvenimenti che hanno cambiato il corso delle cose.

L’ACI di Prato, invece, cerca racconti e poesie dal tema difficile, storie che parlano di sicurezza stradale, di vita e di morte sulle strade, per il primo premio letterario “Giacomo Massoli”.

Più leggera è la sfida letteraria di TornoGiovedì. Si chiama “Friggendo e Scrivendo”, racconti di 2000 battute a tema libero da inviare entro il 15 marzo! Dai, potete vincere cento euro di libri e una bottiglia di vino, oltre che la pubblicazione su tornogiovedi.it.

E se sapete anche disegnare, vi invido. No è che c’è il contest “L’altra sera, mentre sfogliavo un libro…” a cui potete partecipare (entro il 18 marzo) con disegni che abbiano questo tema, realizzati con qualsiasi tecnica.

E…sì, oggi sono logorroica, mi perdonerete.

Dall’8 all’11 marzo, se siete a Roma, non potete non visitare Libri Come, la festa del libro e della lettura. All’Auditorium Parco della Musica, un sacco di nomi importanti della letteratura italiana ed internazionale per capire in che direzione stanno andando i libri e l’editoria.

Se invece state più vicini a Torino, dal 1 marzo, presso la libreria Linea 451, ci sarà “Il libro: lavori in corso”, 5 incontri per discutere del valore del libro, avvicinare i lettori agli addetti ai lavori, a quelli che il libro lo “costruiscono” e parlare di futuro, anche qui.


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Mentre carico gli ultimi bicchieri nella lavastoviglie e la avvio, ancora con lo strofinaccio in mano, mi appoggio al bancone e mi godo per un attimo il silenzio del bar stranamente vuoto. Un bar non è mai vuoto del tutto, è come se le parole galleggiassero qua e là e si appiccicassero ai tavoli, alle tendine, ai tramezzini incellophanati. Ma oggi, insieme alle parole, galleggiano anche un sacco di numeri nell’aria.

Ci sono due zeri vicini, si leggono doppiozero e si traducono in un’associazione culturale che ha creato un luogo di scambio e confronto su temi attuali, legati al mondo della cultura e dell’editoria, con videointerviste, dossier, blog e rubriche tenute da scrittori, poeti e artisti che offrono diversi punti di vista sull’attualità italiana ed internazionale.

Setteperuno fa sempre sette. Sette autori al mese (scrittori, fotografi, illustratori o videomaker), uno per ogni giorno della settimana, ognuno con il proprio stile, il proprio sguardo e una storia raccontata in quattro puntate. Bello da leggere giornalmente, ma bello pure da partecipare.

E se il 26 febbraio passate per caso da Sarzana (SP) e sentite della musica provenire dalla libreria Il Terzo Luogo, entrateci. Musica e parole si fondono per raccontare il libro di Antonella Di Martino: Diecipercento e la Gran Signora dei tonti, edito da Autodafè.


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Un tipo dall’aria stralunata mi chiede un caffè.

Bello forte, dice, ché deve scrivere tutta la notte.

Poggia sul bancone l’ultima copia di Writers Magazine insieme ad un libro di una collana da edicola Mondadori, mi spiega che servono entrambi per partecipare ad una selezione.

Forse, se il suo racconto verrà scelto, potrà leggerlo nero su bianco su Urania, i Gialli o Segretissimo. E anche tutti gli altri potranno leggerlo lì. E sotto ci sarà scritto il suo nome, o sopra, insomma da qualche parte ci sarà scritto che l’autore è lui.

E’ difficile, eh, perché servono un sacco di qualità per finire tra le mani di un editor Mondadori.

Ma poi, se anche non dovesse arrivarci, in edicola, non importa; la sua storia, quella che è già tutta scritta nella sua testa, merita una possibilità, no?

E io dico che sì, la merita, ogni storia ne merita una, anche quelle che sono solo ancora nella testa.

Paga il caffè bello forte, scende dallo sgabello.

“Ah, se ti va di staccare un attimo dalla tua storia e magari entrare in quella di qualcun altro”, gli dico, “martedì prossimo, la casa editrice Autodafé organizza una serata di chiacchiere e confronto tra autori e lettori, secondo me è interessante. È al Balubà Cafè, alle 19.30.”

“Penso proprio che ci farò un salto”, mi dice sulla porta.

Ed esce che fuori è già buio.


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