Sì, oggi vi rompiamo le balle anche di Sabato. Ma c’è un ottimo motivo. Diario di pensieri persi organizza una notte bianca dei lettori e sarà proprio questa sera.

Sul post dedicato ci spiegano cos’è.

Che cos’è la Book Night Moon? 
Un evento virtuale, unico nel suo genere, un’intera notte dedicata alla lettera e al mondo letterario; tra giochi, iniziative e discussioni, parleremo di libri durante una maratona notturna che comincerà la sera del 1° giugno alle 23:00 e si concluderà alle 6:00 del mattino dopo. Questa festa notturna – che troverà il suo spazio virtuale in un evento su Facebook a questo indirizzo – nasce dal desiderio di condividere nello stesso momento con altri il nostro amore per la lettura; in particolare quelle emozioni e riflessioni che nascono spontanee durante la lettura di un romanzo.
Mi raccomando, fate le ore piccole con i libri e con il Diario dei pensieri persi. (E poi state attenti che interroghiamo!)

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(questo post è uno spin-off delle utilissime indicazioni di Carlotta. Se non sapete cos’è uno spin-off ve lo spiego un’altra volta, che oggi siamo fuori tema)

Voi, che siete così fortunati da trovarvi a Torino anziché qui al bar dove un’apprendista barista svogliata prepara caffè e cappuccini.

Sì, parlo con voi che state per varcare la soglia del Lingotto e vi preparate a sentirvi girare la testa perché c’è troppo di tutto.

Già che siete lì e che organizzate il percorso, fate una cortesia. Ve li ricordate i nostri editori da adottare?

Ecco. Scommetto che non ci avevate pensato prima, e quindi ve lo dico. Cosa c’è di meglio di una fiera per andare a vedere gli editori adottati o da adottare, personalmente di persona?

Ora, siccome so che siete pigri e perdete la bussola facilmente e quando siete in fiera i libri vi saltano addosso e voi non vi spostate ma vi fate seppellire, ho pensato di segnalarvi gli editori, tra già adottati e ancora a piede libero, in cui potreste incappare.

Magari li vedete dal vivo, toccate i libri, li sfogliate e vi viene lo spunto per adottarne uno anche voi.

Siete pronti? Cominciamo da quelli già adottati. Che poi è solo uno. Purtroppo.

Tunué STAND  N83   pad./pav. 2

Proseguiamo con gli altri. Ce ne sono quattro, cinque con la Las Vegas (di cui tutti ormai conosciamo vita, morte e miracoli) nello stesso stand, così fate meno fatica:

Las Vegas STAND L17 pad./pav. 2
NEO STAND L17 pad./pav. 2
Booksalad STAND L17 pad./pav. 2
Miraggi STAND L17 pad./pav. 2
Caratterimobili STAND L17 pad./pav. 2

Infine, sparsi per il resto del percorso, trovate anche loro:

Caracò STAND P101 pad./pav. 3
Intermezzi STAND L17 pad./pav. 2
Hacca STAND E38 pad./pav. 1
La Corte Editore STAND T37 pad./pav. 3

(vi lascio un ultimo consiglio, del tutto disinteressato. È un editore da cui comprerei tutto solo per il piacere di avere un libro fatto bene, ma bene nel vero senso della parola, sotto mano. Poi ripubblica roba di gente morta o che non si trovava in giro da tempo, quindi…)

Mattioli 1885 STAND  L68   pad./pav. 2

Ecco fatto. Avete da lavorare. Se non vi fidate del mio copincolla, potete andare comodamente qui. Fateci sapere se avete esplorato e siete rimasti soddisfatti.

E mi raccomando, adottate!

Torno a fare caffè e cappuccini.


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Oh, è finalmente primavera, io sono finalmente tornata dietro questo bancone a preparare spremute d’arancia ad avventori che me le chiedono tra uno starnuto e un colpo di tosse e finalmente dalle vetrate dello Starbooks entra il sole che riscalda, quello che distende le facce e gli umori, quello che ancora non scotta e non brucia.

A bruciare sono, come sempre, gli scrittori, gli aspiranti tali, i blogger, i poeti, quelli che scrivono senza nessuna categoria, quelli che da sempre raccontano. Bruciano sempre di passione creativa e io, queste persone qui, le ammiro molto e a loro mi rivolgo per segnalare un progetto nuovo, nato da pochissimo ma pensato a lungo e, secondo me, pensato bene.

Si chiama burnwriting ed è un progetto di scrittura sociale. È un luogo, un sito che presenta diversi progetti di libri, libri che potranno diventare veri, essere pubblicati sul serio. Chiunque, iscrivendosi al sito, può scegliere un progetto tra quelli proposti dai burneditor e contribuire, con le proprie storie, alla chiusura del libro.

Ce n’è per tutte le penne, dalle favole per adulti alle fiabe per bambini, dalle storie di gatti alle idee per cambiare l’Italia. Poi sport, cinema, viaggi. E immagino che le menti degli editor sforneranno sempre nuove idee, a cui i burnwriter daranno da mangiare.
Insomma, un luogo in cui intrecciare la propria ispirazione con quella degli altri.

E chi esaminerà con occhio critico i testi per valutarne la pubblicazione? Per ora hanno aderito al progetto tre case editrici: Comunication Project, Miraggi e Las Vegas.

Io mi sono iscritta. Appena finisco di servire spremute, mi immergo in qualche libro. Magari nei Romanzi Nani, per cominciare.


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Saluti da Londra (stranamente con il sole)!
Oggi volevo parlarvi di una piccola iniziativa speciale che si celebra ogni 23 Aprile nel Regno Unito, in Irlanda e  negli Stati Uniti: la giornata mondiale del libro (o meglio… la notte).

Si tratta di un’iniziativa per incentivare alla lettura coloro che normalmente non leggono o leggono pochi libri. Questa bella iniziativa mette insieme volontari, editori e scrittori. Ogni anno vengono scelti venti titoli da un pannello editoriale; questi vengono poi distribuiti durante eventi organizzati in tutte le nazioni partecipanti o da direttamente dai singoli volontari (ogni copia ha un codice particolare, che ne permette la tracciatura). I principali beneficiari di questa iniziativa sono comunità a bassa scolarizzazione e basso reddito, individuate attraverso le istituzioni statali o religiose, oppure comunità che si trovano in determinati luoghi (ospedali, carceri, case-famiglia) oppure indicate dagli stessi volontari.

Qui potete trovare la lista dei libri selezionati quest’anno in Inghilterra. Che ne pensate? Li conoscete?

E per finire un indovinello: il primo che mi dice perché è stata scelta questa data vince uno scone virtuale e una tazza di tè bollente!


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Regola prima: leggere.
Regola seconda: leggere.
Regola terza: leggere ancora.
Regola quarta: rileggere.
Regola quinta…

Insomma, ci siamo capiti.
A parte la solita motivazione che se vuoi imparare a scrivere hai un sacco di maestri disponibili che ti possono insegnare cosa fare e cosa non fare, come affrontare certi trabocchetti e come uscire vivi da situazioni apparentemente senza sbocchi, e quei maestri li trovi sugli scaffali delle biblioteche, pazienti come non sarebbero stati nemmeno da vivi. A parte questo, sono convinto che chi legge (e legge con attenzione) a un certo punto riesca a vedere un po’ oltre, riesca a capire quando una storia è una semplice sequenza di eventi (magari lì per lì anche appassionante, ma che poi si dimentica in fretta) e quando invece è il pretesto per raccontare qualcosa di più grande e destinato a resistere al tempo.
Un bravo scrittore non scopre tutte le sue carte al primo giro, le nasconde un po’, fa in modo che se rileggi più volte i suoi romanzi ogni volta scopri qualcosa che non avevi notato prima. Un bravo scrittore è esigente e pretende che anche il suo lettore sia un minimo allenato. Il lettore della domenica infatti potrebbe arrendersi subito e ributtarsi nel best-seller di turno. Ed ecco anche perché i best-seller sono best-seller: perché sono rassicuranti, non hanno la pretesa di raccontarti niente più di quello che sta scritto da pagina 1 a pagina x, e non richiedono nessun tipo di allenamento. O al massimo sono loro l’allenamento prima della vera sfida che lanciano i classici: l’importante (almeno per quei lettori che sono anche aspiranti autori) è sentirsi, prima o poi, pronti a giocare davvero.


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Eravamo rimasti all’Apprendista Barista impegnata a fare caffè per tutto il quartiere. Non è che sia cambiato molto, ma avevo promesso e ora mantengo.

Vi dicevo che c’è un altro concorso, in circolazione. Purtroppo mi sono resa conto che scade domani. Se siete curiosi vi dico solo che si tratta di un concorso dedicato alle classi elementari, e le informazioni sono tutte qui a questo link. Il concorso si intitola Ti parlo di una bella storia. Magari tenetelo d’occhio per l’anno prossimo…

Invece vi segnalo un corso. Sì, lo so cosa state pensando. Voi non avete bisogno di corsi, sapete tutto quello che dovete sapere e poi i corsi costano.

Questo no. È gratis. Lo trovate on line.

Ci sono persone che dopo avere imparato a usare la tecnica di scrittura, pensate un po’, decidono di divulgare quello che hanno imparato senza chiedere un centesimo. Non so perché lo facciano, francamente. Se avete seguito mai corsi di scrittura saprete benissimo che è faticoso elaborare concetti e metterli in pratica, e soprattutto è complicato per l’insegnante trovare il modo per farsi capire. Insegnare la tecnica di scrittura non è per nulla facile. Beati quelli che ci riescono.

Beati noi quando qualcuno prova a divulgarla gratis.

Per trovare il corso di scrittura  potete andare alla pagina di Fabio Bonifacci.

Tra l’altro vi spiega pure perché lo fa:

Lo faccio perchè da giovane, davanti a esosi master, mi dicevo “se divento sceneggiatore, terrò corsi gratis”, e dopo 11 film è ora di mantenere la promessa.

Insomma, ringraziate un po’ gli esosi master e un po’ il destino che gli ha arriso.

E scaricate.

Oh, ricordatevi una cosa. Le tecniche non sono un diktat. Non è che se voi trasgredite una regola allora state sbagliando. Quindi non fatevi imprigionare. Però provatele. Sperimentate. Provate  a scrivere con e senza regole. Usatele quando qualcosa non vi torna. Se una regola non fa per voi, lasciatela lì e procedete senza il suo aiuto.

Ma conoscetele. Nel momento in cui si conoscono le regole, si trova anche il modo di aggirarle senza inficiare il proprio lavoro.

Poi se non vi piacciono, non vi interessano o le trovate inutili… Ringraziate chi ve le ha fornite comunque gratis.

Io sto meditando di prendere in mano il corso e leggermi tutto quello che trovo. Appena finisco di fare ol caffè a questi quattro clienti comincio.


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