Lui è un quadro e basta.

[Solita storia: leggete, fate editing, inventate, trasformate, proseguite, riscrivete. Pronti, partenza, via!]

Lui è un quadro e basta.
Sulla faccia tonda porta ancora quei pochi capelli che gli restano sparati a palla verso l’alto, come un vecchio punk. Forse perché crede ancora di essere un rockettaro dark degli anni ’80. È magro, è basso, ha una faccia un po’ da fagiano. Una miniatura di una statua egizia venuta strana.
Non parla quasi mai perché gli piace sentire gli altri (ma che siano pochi) attorno a sé, sentire l’odore delle loro vite. Ogni tanto ha lo sguardo, un po’ strabico, perso nel vuoto e ti convinci che stia pensando a robe sue, come l’orbita di Marte, o l’origine dell’universo. Ed è il momento in cui ti sta veramente ascoltando. È convinto di essere un grande. O forse no, è convinto di essere il più cretino. Dipende dalle nuvole.

di Alessandro Amadesi


9 Comments

  1. Ok visto che nessuno ci prova faccio io. Premetto che quando leggo le descrizioni corrono il maggior rischia di essere saltate in allegria. Questo perché raramente servono ad aggiungere qualcosa (a parte pagine su pagine di boh). In questo caso non l’avrei saltata perché il ritratto secondo me usa delle immagini curiose che attirano l’attenzione. (Una miniatura di una statua egizia venuta strana,ha una faccia un po’ da fagiano, che stia pensando a robe sue, come l’orbita di Marte, o l’origine dell’universo.) Curiose anche alcune scelte lessicali (sparati a palla, pensando a robe sue). Io lo trovo interessante. Altri pareri?

  2. Solita storia: fate editing, inventate, trasformate, proseguite. Pronti, partenza, via!

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