Scrittore è…

Oggi c’è stata quasi una mezza rissa allo Starbooks. Stavo per mandarli fuori a calci. Maledetto il tizio che ha cominciato asserendo che ‘gli scrittori sono solo quelli che vivono di scrittura’. Non l’avesse mai fatto.

‘Guarda che uno scrittore prima che guadagni ce ne deve mettere di copie vendute! Gli scrittori sono quelli che vengono pubblicati e basta!’

‘No, non pubblicati e basta. Pubblicati non a pagamento. Se no è troppo facile.’

Curioso, tutto questo casino e non ho capito dov’è il punto: è solo una questione di etichette o c’è qualcosa di più?

‘No, scrittori sono tutti quelli che scrivono e vengono letti. Anche quelli che mettono le robe su internet.’

‘Macché, sono quelli che scrivono e basta, pubblicati e non, ricchi o no, sempre scrittori sono.’

Vola una tazzina.
‘Ok fuori tutti o vi caccio a pedate!’ Strano, ma la minaccia sembra avere avuto effetto.

About Carlotta Borasio

Ciao sono Carlotta e sono drogata di libri. Leggo, leggo in bagno, in tram, sul letto, in vacanza e per lavoro, sempre e ovunque. L’ho già detto che leggo? Collaboratrice della Las Vegas edizioni, barista allo Starbooks, navigatrice ben poco solitaria della Rete.


13 Comments

  1. Scrittore è… chi scrive libri ma che non ha il minimo interesse ad essere definito così.
    Ma è davvero importante essere definito “scrittore”?
    E poi perché? Per essere autorizzato a scrivere qualsiasi cosa?
    Per me non è così.

    Scrittore è… chi sa fare il ferroviere.

    Proprio così, scrittore è chi sa far viaggiare il lettore: con la fantasia, con le astronavi spaziali, le mongolfiere, i tappeti volanti o anche col treno!
    Perché la cosa importante è credere in una storia da raccontare e in un personaggio che accompagni il lettore lungo tutto il percorso di un racconto, per fargli compagnia come fra amici durante un viaggio in treno. E come ogni viaggio che dopo averlo trascorso si conclude, anche la storia raccontata, termina e ha una sua fine. Il bello però non è finito perché per una storia che finisce un’altra deve essere pronta ad iniziare e con essa un altro viaggio da far intraprendere al lettore.

  2. Per me scrittore é: chi scrive per vivere. Non sto parlando necessariamente di chi guadagna scrivendo ma di tutti quei sognatori che non riescono a stare tranquilli senza aver buttato giù qualche riga al giorno; senza starebbero male o quantomeno si sentirebbero incompiuti.

  3. Tra l’altro, oggi mi sono reso conto di una cosa: una definizione come quella di Sanguineti sottintende che lo scrittore si presenti al pubblico. Questo elimina il discorso “scrivo per me e non mi interessa pubblicare”. Allora non sei uno scrittore ma uno che scrive.
    All di là della valutazione sul senso di un’opera d’arte chiusa in una stanza in cui nessuno può entrare, presentarsi al pubblico significa pubblicare. E questo mette ulteriormente l’accento sulla caratteristica di comunicazione insita nella scrittura.
    Tutto questo sproloquio da professore in cattedra per dire cosa? Posso pubblicare con Las Vegas? ;)

  4. La cosa è sottile, ma potrebbe funzionare una parafrasi di quel che diceva Sanguineti sulla definizione di poeta: “il poeta è colui che si propone al pubblico come tale e che, dal pubblico, viene riconosciuto e definito poeta”. Insomma, la legittimazione viene in primo luogo da se stessi ma, e questo è l’aspetto determinante, da come il pubblico ti etichetta.
    Applicando questa definizione agli scrittori è palese che la Parodi non lo sia e che (so che questo fa rabbrividire, ma tanto fa) Moccia lo è. Diversa è la una definzione dello scrittore che preveda, in tutto o in parte, una valutazione qualitativa delle opere, perché da questa departirebbe una ramificazione infinita e incontrollabile di pensieri, discorsi, tesi difensive e accusatorie. Per tornare all’esempio volutamente provocatorio di prima, Moccia è uno scrittore. Punto. Che i suoi libri siano validi o no… beh, questo è un altro discorso.
    Il quadro è reso un po’ complicato dalla nascita di figure ibride come professore/scrittore, giornalista/scrittore, ecc. ma anche qui, salvo rari casi, la definizione è semplice: Ligabue è un cantante (anche Guccini), Vespa un giornalista, Oriana Fallaci anche, Veltroni un politico, Eco un professore, ecc. Ok, vi prego, non continuamo l’elenco spiegando chi è Moccia…
    Per chi vuole approfondire: http://inprimapersona.blogspot.it/2005/12/edoardo-sanguineti-ospite-di-fabio.html

  5. Scrittore, prima di tutto, è colui che sa scrivere.
    Ci sono scrittori che vendono tante copie dei loro libri, ma a leggerli fanno proprio ridere! Non per le storie che scrivono, ma COME le scrivono!
    Avete mai letto scrittori come Ugo Riccarelli o Maurizio Maggiani?
    Questi sono veri SCRITTORI!
    Provare per credere!

  6. Francesco Pomponio

    Scrittore è chi ha la carta intestata e il biglietto da visita con sopra “Scrittore”, in caratteri da partecipazione di nozze.

    oh!

  7. Scrittore è colui che scrive, in effetti. Anche se devo dire che ho sempre guardato con sospetto chi la definizione se la dà da solo. Non occorre che venga pubblicato, né che la pubblicazione sia free. Non c’entra la pubblicazione con la definizione di scrittore. Penso a chi ha venduto centinaia di migliaia di copie grazie al self publishing su Amazon. E allora che facciamo, vogliamo dire che non sono scrittori quelli? Capperi se lo sono! Si sono anche arricchiti attraverso le loro parole, cosa che alla maggior parte degli autori pubblicati da editori seri non capita.

  8. Riporto anche qui il commento che ho lasciato su FB, a proposito del fatto che è scrittore solo chi guadagna con la scrittura:

    E’ una definizione limitante, perché Baudelaire non guadagnava con la scrittura mentre Benedetta Parodi sì. Lo stesso vale per ogni forma d’arte, pensiamo alla pittura…

  9. Non lo so, alla fine forse è solo una questione di etichette, di epiteti.
    Credo che bisognerebbe fare una distinzione tra chi sa scrivere e chi scrive di professione. Il fatto che cento persone dicano che so scrivere bene, non fa di me una scrittrice. Aver pubblicato un libro che leggeranno in 50 non fa di me una scrittrice, nemmeno avere un blog fa di me una scrittrice. Insomma, non credo che serva solo scrivere per essere considerati scrittori.
    Poi però, anche online o tra i libri di perfetti sconosciuti, leggo cose che farebbero invidia ai migliori scrittori, quelli che vendono e che sono riconosciuti e vanno nei salotti tv, ma queste si sa, sono altre logiche.
    Ops, è volata un’altra tazzina :D

  10. Come diceva Boskov, “rigore è quando arbitro fischia”.
    Quindi “scrittore è quando uno scrive”.
    (Poi naturalmente ci vuole pudore, in tutto questo. Prima di definirsi “scrittori” bisognerebbe fare parecchia strada…)

    • Hai voglia… Io mica lo dico, che sono una scrittrice. Dico che mi è capitato l’incidente di mettere la parola fine a un romanzo e che tengo un blog. Comunque non ho mai creduto nelle etichette, e dubito che se un giorno arrivassi a definirmi scrittrice potrei essere contenta. Mi sentirei con i panni un po’ stretti, come quando entri nei club esclusivi. I club esclusivi non mi sono mai piaciuti granché.

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