La posta degli autori solitari – 6

Giulio ci scrive: “Perché quando scrivo ricevo complimenti dagli amici e non dagli addetti al lavoro?”
Ecco, a parte il fatto che ricevere complimenti da quelli che tu chiami addetti al lavoro è quasi impossibile (al massimo ti diranno “funziona” o “possiamo provare a farne un libro”), c’è da dire che i complimenti sono un materiale da maneggiare con molta cura. Quanti complimenti sono attendibili? Quanti sono obiettivi? Quanti sinceri? Quanti sono invece influenzati dal legame che si ha con l’autore, dalla paura di ferirlo o scoraggiarlo? Quanti sono fatti per il quieto vivere e quanti (soprattutto nelle community sul web) per incoraggiare commenti positivi alle PROPRIE opere?
Per te che scrivi e non accetti che persone estranee non siano così entusiaste del tuo lavoro, queste domande devono essere un tarlo. Non sono gli estranei ad essere prevenuti nei tuoi confronti: forse sono i tuoi amici ad essere prevenuti in senso contrario. Come dico sempre, la mamma non conta come fan.

About Andrea Malabaila

Sono nato a Torino nel 1977. Ho pubblicato "Quelli di Goldrake" (Di Salvo, 2000), "Bambole cattive a Green Park" (Marsilio, 2003), "L'amore ci farà a pezzi" (Azimut, 2009), "Chi ha ucciso Bambi" (Historica, 2011). Nel 2007 ho fondato la casa editrice Las Vegas edizioni. Sullo Starbooks potete scaricare gratis "Bambole cattive a Green Park" (http://starbooks.it/2011/10/26/bambole-cattive-a-green-park/).


8 Comments

  1. Messa così la deplorazione appare di un’ingenuità disarmante. Se scrive per ottenere un risultato apprezzabile ( aspiri o no a pubblicare) Giulio deve sottoporsi alle “dure” valutazioni degli addetti ai lavori. In alcune community e forum ho notato talvolta dei critici piuttosto accorti e quasi professionali. In altre si forma invece una sorta di circoletto complimentoso di utenti amichevoli, i cui giudizi a poco servono.

  2. Tra l’altro nel frattempo allo Starbooks c’è stato il post di Carlotta che sembra fare da contraltare a questo (www.starbooks.it/2012/04/20/storia-di-un-manoscritto-sul-fondo-di-una-borsa/).
    Ecco, spero che il mio post non sia troppo scoraggiante per chi ha un manoscritto sul fondo di una borsa e non sa se lasciarlo lì o tirarlo fuori. Vale sempre la pena di provarci.

  3. “Quanti sono fatti per il quieto vivere e quanti (soprattutto nelle community sul web) per incoraggiare commenti positivi alle PROPRIE opere?” Ecco, questa cosa AMMAZZA letteralmente la crescita di uno scrittore. Come cavolo faccio a migliorare se mi fai un commento positivo così, tanto per evitare lo scontro. Ma soprattutto quanto devi essere triste per commentarmi positivamente solo perché io faccia lo stesso! Ma anche no, dai.

    • Io invece vorrei capire cosa intende, questo piccolo calimero della scrittura, per complimenti. Non vorrei che avesse maturato l’idea che solo lodi sperticate sono complimenti, e qualunque cosa che non lo paragoni al genio assoluto sia una critica a tutta la sua opera omnia. Poi, come dissi già altrove, a me è sempre capitato di essere ferocemente criticata da chi conosco e di trovare più comprensione, nonché capacità di riconoscere la qualità del lavoro, proprio negli addetti ai lavori. Certo, non usano il linguaggio caro alle mamme e agli amici. Ma nel mestiere rientra pure la capacità di comprendere il sottotesto. Uno sceneggiatore molto bravo si lesse un mio soggetto, qualche tempo fa, e quando si arrivò al dunque esordì con un ‘lascio perdere le cose che funzionano, perché sono evidenti’. E partì con le critiche. Ecco, per me le cose che funzionavano non erano evidenti, ma lui sapeva che c’erano ed era pure convinto che io le conoscessi. Ora, bisogna anche sapere interpretare quello che arriva da chi legge e si prende la briga di parlare del tuo lavoro.

    • Io ho un’idea molto negativa dei commenti nella maggioranza delle community di scrittura…comunque, dai, sempre meglio chi ti commenta positivamente per essere commentato positivamente, piuttosto che ti comenta per chiedere un commento (a me è capitato un caso di `ehy, non mi piace che tu vada a capo nei dialoghi. Vieni a leggere la mia storia per vedere come ho fatto io. Sul resto della storia non dico nulla perché non l’ho letta’ ). È anche vero che spesso i commenti sono dettati anche da altre logiche (la capacità di networking dell’autore, per esempio).

      • A me veramente non piace né chi ti lecca il fondoschiena per vederselo leccare a sua volta né chi commenta negativamente ad minchiam (siamo sempre della scuola degli sdoganatori del turpiloquio, qui). Mi piace chi commenta avendo qualcosa di utile da dire, e in genere si capisce, quando qualcuno ha qualcosa di utile da dire, perché si comprende se ha letto la storia invece di saltare da un punto all’altro. Poi io posso non essere d’accordo col commento, ma chi legge ed è onesto nelle sue critiche vince a mani basse, per quanto riguarda me. Che poi io scopra che ha ragione anche a distanza di tempo, come mi è capitato molto spesso, non ha importanza.

        • I commenti utili sono rari…come rare in generale le persone che non parlano solo per dare fiato alla bocca.
          (mi scuso per il commento anonimo, ho problemi con il log-in).

        • Non so, sono evidentemente una persona privilegiata oppure mi so scegliere bene i lettori. I commenti utili a me non sono mai mancati.

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