Disturbo della quiete pubblica

Erano tre amici al bar. Il laureato in economia, dirigente bancario, ordinò un Bellini. L’architetto con lo studio sui Navigli prese uno spritz. L’ingegnere meccanico una birra. Mentre parlavano dei progetti cui stavano lavorando si accorsero che nell’altra ala del locale c’erano dei banconi con libri in vendita. Si avvicinarono incuriositi, i tre bicchieri in mano.

«Questo l’hai letto?» disse l’ingegnere indicando un bestseller.
L’architetto annuì distratto, sfogliava le pagine di un saggio sull’urbanistica. Il dirigente si limitò a sorseggiare il cocktail. Dopo poco tornarono al bancone e s’infervorarono per un reality che la sera prima li aveva incollati, tutti e tre, al televisore.
La barista, studentessa che lavorava da qualche mese lì in nero, orecchiava ai loro discorsi, frenando a stento uno sbadiglio. Era stanca: era arrivata alle sette, quella mattina. Su uno scaffale sotto la cassa, per i rari momenti in cui il caffè era vuoto, aveva riposto un romanzo di Richard Yates.

About Matteo Di Giulio

Matteo Di Giulio vive a Milano, dove è nato nel 1976. Ha scritto i romanzi La Milano d’acqua e sabbia, finalista al Premio Belgioioso, e Quello che brucia non ritorna. Suoi racconti sono stati pubblicati su diverse antologie e su «Velvet – la Repubblica». È autore di numerosi saggi e si occupa di cinema e libri per riviste e festival.


3 Comments

  1. Io Revolutionary Road l’ho trovato fantastico. Ammetto che devo leggere altro per rendermi conto se mi piace proprio come autore o se ha azzeccato un libro a caso.
    Ecco, quello che mi spiace è la distrazione con cui la gente si avvicina ai libri. A scapito magari di grandissimi autori come questi.
    Viva la studentessa.

    • Ti dico. A me Richard Yates lo hanno consigliato e sconsigliato in eguale misura, e avendo letture più urgenti in questo periodo ho preferito rimandarlo. Quindi non so dire se sia una lettura che merita, una lettura cosiddetta sopravvalutata o un libro, e di conseguenza un autore, che mi piacerà. Mi riservo il diritto di tornarci sopra in futuro.

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