100% Drabble

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100% Drabble
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Titolo: 100% Drabble

Autore: Danilo Zagaria

Formato: pdf

Categoria: Racconti

Licenza: Quest'opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.

Teaser: Drabble: componimento breve di cento parole esatte.

Commenti


18 Comments

  1. Sono un po’impedita, ma perché se clicco su `scarica’ mi scarica soltanto la jpg della copertina? ˆˆ”

  2. Danilo Zagaria

    Oddio, che emozione essere in libreria sullo Stabooks! Grazie mille! Auguro buona lettura a chi lo scaricherà! Saluti! :)

  3. Questo libro merita molta attenzione. Perché è un bellissimo esperimento di intelligenza poetica. C’è controllo, misura, condensazione delle parole. Io ho avuto modo di leggerli e mi sono piaciuti molto. Bisogna tenere d’occhio Danilo :)

  4. Finito ieri :)
    Allora, mi è piaciuto molto l’esperimento poetico-narrativo, l’ho trovato molto interessante. La parte più efficace è secondo me la prima, gli “Affreschi”, mi ha coinvolto di più emotivamente (in particolare Il Menestrello). Il punto più debole della raccolta sono secondo me le lettere poetiche, le ho trovate meno fantasiose del resto, mi sapevano di già sentito (non so se sia capitato anche ad altri, ma erano i tipici componimenti che ci facevano fare come `scrittura creativa’ al liceo).
    Una lettura molto piacevole e di sicuro un autore che sarà interessante seguire :)

  5. Danilo Zagaria

    Grazie mille per la lettura e per i commenti dettagliati. :)

  6. io risulterò impopolare ma non ho capito il senso di questi scritti.
    il linguaggio risulta estremamente curato ma a me la prima parte non trasmette assolutamente niente: mi sembra un semplice esercizio di stile.
    nella seconda parte si intravede uno sforzo introspettivo, che rimane però di superficie.
    davvero: quale è l’intento? io penso che uno scrittore debba avere SEMPRE qualcosa da dire ma penso anche che questo qualcosa debba essere in grado di creare un legame con il lettore: deve essere in grado di emozionarlo, o incuriosirlo, o farlo evadere o risvegliare in lui delle riflessioni o divertirlo, o…insomma, mi sono spiegata.
    a me sinceramente questo scritto non ha smosso nulla, al punto che l’ho letto a spizzichi e bocconi.
    vorrei capire se è un problema mio di comprensione o se anche altri hanno provato questa sensazione.

  7. scusate, ho commesso un errore: intendendo “seconda parte” intendevo le composizioni.

  8. Presi come siamo dalla crostata, non vorrei che ci dimenticassimo la questione sollevata da Sara.

    • Faccio una precisazione: in questo caso la selezione l’ha fatta Carlotta. questo spiega perchè io non abbia ancora espresso la mia opinione – non ho avuto ancora il tempo di leggere con calma. Però le prime composizioni lette mi sembrano un po’… manieristiche.

  9. Danilo Zagaria

    Purtroppo non sono in grado di leggere ciò che ho scritto come se non l’avessi scritto io stesso (credo che sia il desiderio di ogni scrittore o aspirante tale). Dato che Sara si chiede il senso di questa raccolta, provo a spiegare per quale motivo ho scritto questi mini-racconti negli ultimi tre anni. Alcune sezioni contengono dei brani molto personali, che ritengo siano di difficile comprensione per i più (specialmente per coloro che non mi conoscono di persona). In altre ho utilizzato la formula della drabble per provare a creare delle piccole fotografie di luoghi, situazioni o particolari stati d’animo (il titolo “Affreschi” non è lì per caso). Alcuni sono dei meri esercizi di stile, decisamente manieristici e senza alcuno scopo se non quello di divertirmi durante la scrittura. Non sono presenti altri intenti particolari, ho semplicemente provato a comunicare immagini che avevo nella testa utilizzando poche parole. Mi dispiace che non siano piaciute a Sara, ma grazie del…

  10. Mi scuso per il ritardo con cui rispondo ma, nel seguire le discussioni animate degli ultimi giorni allo SB, mi sono proprio persa la risposta a cui tenevo di più.
    Ti ringrazio, Danilo, per esserti preso la briga di scrivermi per spiegarmi il tuo intento.
    Posto che mi pare evidente che padroneggi bene questa tecnica, mi rimane un quesito rispetto ai contenuti; il mio quesito è da intendersi come generico, non come un “attacco” personale a quello che scrivi tu (di cui, ovviamente, mi interessa limitatamente).
    Mi spiego: tu stesso dici che alcuni tuoi brani sono così intimi da risultare di difficile comprensione a chi ti legge: l’incomunicabilità, l’impossibilità di comprendere l’altro mi stanno bene fino a quando non diventano un alibi. Io ci sto al gioco dell’assurdo, della torre d’avorio in cui mi chiudo perché nessuno mi capisce o può capirmi, ma ci sto se quello che leggo è scritto in modo da destabilizzarmi, da crearmi una rottura dentro, da suscitarmi un pensiero o…

  11. un’emozione.
    Mi chiedo se a volte, semplicemente, non siamo noi che scriviamo ad essere incapaci di rendere comprensibile o quantomeno condivisibile il nostro mondo interiore e non esso a essere indecifrabile.

  12. “Purtroppo non sono in grado di leggere ciò che ho scritto come se non l’avessi scritto io stesso (credo che sia il desiderio di ogni scrittore o aspirante tale).” Sono d’accordo al 100%.

    “l’incomunicabilità, l’impossibilità di comprendere l’altro mi stanno bene fino a quando non diventano un alibi.”
    Anche su questo sono d’accordo. Secondo me, si dovrebbe scrivere sempre pensando al lettore (magari non ad UN lettore, ma a un’idea di lettore). A meno che non si scriva per sè o come terapia, ma sono casi che esulano dalla “competenza” dello Starbooks.

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