Racconti
Posted by Cliente on 13 feb 2012 in Libri | 15 comments
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Titolo: Racconti Autore: Carlomichele Izzo Formato: pdf Categoria: Racconti Licenza: Quest'opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia. Teaser: Uno stile che vi sorprenderà Commenti |



A me questo stile non solo non sorprende, ma ha l’effetto di farmi venire il singhiozzo.
Leggere il punto 10 dei “Dieci errori tipici degli scrittori principianti” di Giulio Mozzi: http://vibrisse.wordpress.com/2012/02/07/dieci-errori-tipici-degli-scrittori-principianti/
non ero nel pieno delle mie capacità intellettive quando ho pensato a questo teaser.
Quello che in realtà volevo dire è che ciò che è rilevante in questo caso è lo stile.
Nel bene o nel male.
Per quanto concerne invece il decimo errore by Mozzi, non credo si riferisca a questo caso.
ah, ecco. L’altro giorno quando ho scaricato vedevo solo la copertina, non capivo che diamine fosse…
credo ci fosse un problema tecnico, ora risolto.
Ora funziona!!
Carlom.
mi dici che ne pensi poi? grzie!!!
dicci tu pure cosa ne pensi della critica di Andrea.
[comunque sì ora funziona]
Cosa penso del commento di Andrea?
Penso che se leggesse Charles Peguy vedrebbe che è uno stile asciutto e puntuale.
Son racconti che son arrivati finalisti a concorsi, quindi non penso che siano così poco originali come stile.
Domanda ad Andrea: posso leggere un tuo racconto? vorrei capire i tuoi parametri di riferimento e giudizio.
Grazie della critica anche se non la condivido.
Puoi addirittura leggere un suo romanzo: guarda nella nostra libreria.
Non stiamo parlando di Péguy, che è morto da cent’anni, ma dei tuoi racconti.
Provo a spiegarmi meglio. L’andare a capo dà maggior incisività a una frase. Ma è come quando sottolinei un testo: se lo sottolinei tutto alla fine è come se non avessi sottolineato niente.
Quindi, in buona sostanza: va bene andare a capo in determinati contesti, ad esempio se si vuole esprimere concitazione. Farlo sempre, invece, risulta stucchevole.
(Questo “secondo me”. Ma visto che ci metto nome e faccia, è inutile ribadirlo sempre).
ci ho riflettuto e sono ancora dell’idea che la critica mossa da Andrea a Carlo sia fuori contesto.
A meno che questo stile NON sia una scelta di Carlo (e mi chiedo come questo possa avvenire e non trovando risposta decido che E’ una sua scelta consapevole), insomma il ragionamento di cui sopra per dire che secondo me Carlo sta tentando di destrutturare il racconto. Lo sta spogliando e lo lascia nudo sulla pagina. Quello che dobbiamo chiederci è se lo fa bene o lo fa male, se ci piace o non ci piace, se è originale o stantio, ma non possiamo dirgli che deve cambiare il suo modo di scrivere.
Allora premetto che non sono totalmente d’accordo con Andrea nel senso che mi sembra chiaro che Carlom abbia fatto una scelta consapevole. Però devo ammettere che dopo le prime dieci righe a me è venuto da scorrere in fondo. Al di là del fatto che questo stratagemma sia stato usato da altri autori passando alla storia, secondo me in questo caso fa difetto nel modo in cui diceva Andrea, questo a prescindere dal fatto che sia fatto volontariamente o meno. E’ monotono perché enfatizza tutto. Sarei curiosa di rileggere gli stessi racconti scritti in modo diverso perché alcune cose interessanti per me c’erano a livello di contenuti.
Avete letto “La strada” di McCarthy? Ecco, lui usa questo stratagemma benissimo. Io non sto dicendo a nessuno di cambiare il suo modo di scrivere, dico che secondo me in questo caso non funziona. E non c’entra nulla quello che scrivo io, i miei “parametri di riferimento e giudizio” non sono certo i miei scritti…
Secondo me c’entra molto con i tuoi parametri di riferimento e di giudizio (che non sono i tuoi stessi racconti).
Credo che Carlom intendesse dire che vuole capire i tuoi parametri da quello che scrivi (e mi sembra un’osservazione logica).
Last but not least: ora stai dicendo che non funziona, e su questo si può essere d’accordo oppure no.
voi che ne dite?
Secondo me non è un’osservazione logica perché potrei avere mie opinioni su un testo anche se non avessi mai scritto nulla. Così come ho opinioni musicali senza aver mai composto una canzone.
@ Andrea: “Domanda ad Andrea: posso leggere un tuo racconto? vorrei capire i tuoi parametri di riferimento e giudizio.”
Io leggo: voglio capire i tuoi parametri di riferimento e giudizio, quindi voglio leggere qualcosa di tuo.
Non leggo: non devi avere un giudizio perchè non scrivi, o perchè non sai scrivere o io sono più bravo di te.
Continua a sembrarmi logico e condivisibile.