Il Male

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Il Male
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Titolo: Il Male

Autore: Luca Marchesani

Formato: pdf

Categoria: Racconti

Licenza: Quest'opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.

Teaser: Vincent è prigioniero in una stanza di luce bianca, Vivian è prigioniera della sua solitudine. Quale misterioso legame c'è fra questi due personaggi? L'unico modo per scoprirlo è andare in profondità, fino alle radici del male.

Commenti


6 Comments

  1. L’avete letto? cosa ne dite?

  2. allora, faccio una premessa. non ho letto molti racconti qui sullo starbooks perché sono una persona pigra. e soprattutto non ho commentato, perché sono una stracciacazzi e le stracciacazzi non sono simpatiche a nessuno.
    giulia mi ha però fatto una manfrina dicendo che è importante commentare perché altrimenti gli autori non hanno feedback e questo posto non serve a niente e blablabla e alla fine ho ceduto perché so che giulia ha ragione, anche io ci campo, coi feedback.
    PERO’: la mia è solo un’opinione e come tale va presa. quindi, luca, non ti incazzare con me, ma con giulia, eventualmente :)
    chiusa la premessa, a capo.

    allora. mi soffermerò soprattutto sullo stile, non tanto sulla trama.
    il racconto a mio avviso parte bene, si mantiene fino al capitolo cinque, poi perde.
    lo stile iniziale è asciutto, anche abbastanza personale. il racconto possiede un suo ritmo, frammentato in modo positivo.
    dopo il capitolo cinque, si trasforma però in una puntata di una serie tv, tipo X-files o CSI con la differenza che a me sembra che non si approdi da nessuna parte. non ci sono grossi scossoni, non si rimane col fiato sospeso (ribadisco, dopo il cap 5: prima il senso di spaesamento è ricreato discretamente).

    come giulia sa bene, odio i luoghi comuni e le frasi fatte:
    “erano come marionette nelle sue mani” è scontato, appiattisce la narrazione, mentre nella frase “Mescolò pigramente lo zucchero, facendo tintinnare la tazza. Nella casa vuota, quel rumore echeggiava tutte le mattine, come le sue
    personalissime campane.” il paragone alle campane è assolutamente felice.
    altre due immagini “sfortunate” che mi sono annotata sono “si scatenava l’inferno” e “un ammasso di carne sanguinolento”.
    nelle seguenti frasi non comprendo invece l’uso del “probabilmente”:
    “Le chiese l’uomo guardandola dall’alto, probabilmente con particolare attenzione alla scollatura.”
    “Probabilmente sapeva che così avrebbe messo in risalto i suoi muscoli madidi di sudore, che avrebbero come luccicato al bagliore lunare. Che esibizionista.”
    il narratore è esterno o interno? perché questa improvvisa esitazione?

    io penso che sappiamo scrivere BENE solo di ciò che conosciamo, dentro, di pancia. se non tiriamo fuori quelle cose lì, i nostri scritti assomiglieranno sempre a qualcosa di già visto altrove.

    in bocca al lupo, luca e…non odiarmi :D

    • Luca Marchesani

      Figurati se ti odio, anzi! Mi hai dato consigli preziosissimi! Quasi è più lungo il tuo commento del mio racconto! :) Appena avrò un po’ di mente fresca riediterò.

  3. Sono abbastanza d’accordo con Sara. Il racconto mi è piaciuto, hai talento, ma devi ancora trovare la tua voce, il tuo taglio personale.

    • Luca Marchesani

      C’è anche da considerare il fatto che, come i miei altri, ho scritto questo racconto a puntate sul blog, e da una puntata all’altra non passano meno di dieci giorni, solitamente. In questo modo riesco a trovare l’impegno per portare a termine quello che inizio, ma forse “dimentico” lo stile che avevo adoperato dall’inizio. :) Un giorno, se le bariste acconsentiranno, ne caricherò su un altro, per vedere se notate lo stesso disguido!

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