Bravo a scrivere
Posted by Cliente on 25 nov 2011 in Libri | 53 comments
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Titolo: Bravo a scrivere Autore: Andrea Roccioletti Formato: pdf Categoria: Romanzi Licenza: Quest'opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia. Teaser: Questo libro è dedicato ai non-nerd; se una delle caratteristiche dei nerd è quella di non riuscire a comunicare facilmente (oppure, di non volerlo fare), questo romanzo ha la loro voce, nel bene e nel male. E’ anche dedicato ai forse-nerd, nel caso in cui riesca a risvegliare la nerdezza in qualcuno che ancora non sa di possederla. Infine, è dedicato ai nerd stessi: la sfida più grande. Sfuggevoli ad ogni classificazione, ipercritici di ogni etichetta, troveranno nel mio libro mille inesattezze sulla reale condizione dei nerds. Sono felice anche di questo: i libri dovrebbero essere punti di partenza, più che punti di arrivo. Commenti |




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Aspetto i vostri commenti!
Bravo a scrivere è in nomination: perchè lo salvereste?
Più che “Bravo a scrivere” occorrerebbe essere intelligenti a sufficienza da sapere cosa scrivere. Il limite dell’essere super specializzati in qualcosa, caratteristica che trasforma un comune mortale in un nerd, è implicito nella solitudine della specializzazione, in un universo che è specializzato in tutte le sue manifestazioni… tranne che in quella dei nerd…
Non stupisce che il termine “Nerd”, mutuato dalla lingua anglosassone e che indica una spiccata predisposizione all’intellettualità nelle sue molteplici applicazioni, sia ultimamente così usato da coloro, e sono tanti, che si sentono dei geni, ma non hanno la sfrontatezza di chiamarsi tali. Definirsi un Nerd consente di aggirare l’ostacolo e di non sembrare boriosi come, in effetti, si è. La boria è l’endemica patologia psichica di chi si è buttato sullo scrivere dopo aver mancato tutti gli altri obiettivi… :*))
Riguardo al libro in questione posso soltanto dire che è stato scritto nello stile elementare di chi utilizza frasi corte che ricalcano il modo espressivo dei pensierini della scuola elementare. È vero che la maestra le consigliava, ma lo faceva per evitare le brutte figure facili a farsi quando non si padroneggia bene una lingua. L’uso esagerato del punto e virgola peggiora, e di molto, la situazione. Sono in tanti a esser convinti che il punto e virgola sia, per lo scrivere, l’equivalente del sugo per gli spaghetti…
E insomma non lo salveresti.
Devo aggiungere, e mi spiace deludere l’autostima dell’autore, che un libro non è necessariamente un punto di partenza o d’arrivo di qualcosa, ma è semplicemente la rappresentazione del pensato di un individuo. Che questo pensato possa anche costituire l’inizio di un qualche ulteriore processo o la sua sintesi… è straordinario evento tutto da verificare.
Le mie sono considerazioni motivate da un’evidenza così sfacciata da non doversi considerare delle critiche. Direi che sarebbe più corretto definirle: pene capitali…
(poi dicono a me che bastono la gente. Tzxé. Io sono una dilettante, in confronto)
Ogni critica deve essere motivata in modo dettagliato, e deve potersi giustificare attraverso dei princìpi che non si appoggino a un fantomatico quanto indefinito “buon senso”, individuale o collettivo che sia. Un principio non dev’essere morale, quindi condizionato da sentimentalismi riferiti alle specifiche culturali date dalla latitudine geografica e culturale. Deve avvalersi dell’universalità data dalla sua applicabilità a tutto l’esistente. Che la boria sia la conseguenza di gravose limitazioni intellettuali è un fatto da non doversi nemmeno discutere, e costituisce la principale caratteristica aggrappata, come una scimmia impazzita, alla schiena di troppi che si compiacciono di essere scrittori. L’atto dello scrivere non migliora né peggiora un individuo, dunque neppure dovrebbe qualificarlo.
Quindi lo hai letto?
Me lo ha raccontato, per filo e per tiro a segno, la venditrice di anguille dell’ipermercato
Ne ho lette alcune pagine, poi l’istinto di sopravvivenza ha avuto il sopravvento e mi sono lanciato dal balcone sul pupazzo di neve sottostante… la carota congelata che aveva al posto del naso era più saporita del libro, ma mi ha divertito meno. So che quando si dice la verità non si entra nelle simpatie di chi condivide allegramente la dimensione fasulla che è stata criticata, e mi aspetto l’accusa di essere un troll. Non risparmiatevi.
In realtà concordo con alcune delle tue affermazioni, pure se non le avrei incartate nel manto retorico che hai voluto elargire.
Non ho finito il romanzo, sono ancora ferma a pagina 30, perché mi è faticoso leggerlo (sarà la seconda persona, che non per nulla viene definita difficile da usare, e andrebbe evitata per non rischiare l’esercizio di stile. Cosa che questo romanzo sembra, invece). Mi limitavo a non parlarne, prima di aver terminato. Però questo non è un luogo dove la critica libera deve diventare una scusa per fingersi al mercato del pesce. E tu, lungi dallo scrivere la verità, mi sembri uno con la stessa classe del mio pescivendolo. Con la differenza che lui non usa la scusa del diritto di critica.
Grande Giuliana!
Questo non è un poligono di tiro, quindi non sono d’accordo nel tiro al bersaglio.
Si può dire che un libro non è piaciuto. E lo si accetta, ma che c’entra fare apprezzamenti sull’autore?
Pure Hemingway non è che avesse un buon carattere, ma mica viene giudicato per quello.
Non apprezzo questo modo di fare critica, se così possiamo chiamarla.
Non c’era nessuna necessità di ricorrere agli insulti. Una presa in giro sarebbe stata più gradita, perché quando si ha l’intelligenza di tentarla… si dà anche la possibilità agli altri di misurarti per ciò che riesci a essere quando ti impegni. L’insultare, invece, impegna soltanto la propria pochezza interiore.
I miei discorsi non sono mai retorici, perché compito della retorica è quello di convincere, mentre io non tento di sostituire un vecchio aver creduto con un nuovo dover credere. Espongo delle ragioni precise e motivate, e lascio alle intelligenze la libertà di poter considerare le cose che affermo. Tu non hai precisato il tuo pensiero, ti sei limitata al minimo dicendo che condividi alcune cose scritte da me senza definire quali. È, questo tuo modo di procedere, molto lontano dal mio. La retorica utilizza artifici per convincere, mentre la verità espone ragioni inconfutabili e, infatti, non hai potuto far altro che insultarmi restando nel vago.
Uhm. Mi pareva che fosse chiaro che concordo sulla questione dell’esercizio di stile. Ma non è che abbia molto interesse a continuare a discutere di un romanzo che non mi sta piacendo, soprattutto quando il gioco chiede specifiche sul perché vorremmo salvare qualcosa.
Dubito che continuerò a interagire con te, non mi pare molto utile discorrere con chi monologa e pretende pure di stabilire cosa debbano rispondere i suoi interlocutori. Cordiali saluti.
Squama squama finisce che scopro che ti servi da un pescivendolo di nome Nettuno, imponente nel verde smeraldo della sua pelle e quasi più alto del forcone che impugna altero, nascondendoti la sua raffinata intelligenza perché non sapresti comunque riconoscerne la qualità…
A proposito. Gli insulti vengono meglio senza emoticons. Non mi piace chi manda affanculo per scherzo. Preferisco la gente decisa.
@Massimo sei pregato di abbassare i toni e di evitare il sarcasmo. Tra dire la verità e insultare una persona ce ne corre che merita. Poi ho messo un limite al numero di caratteri ai commenti non perché commentaste a ripetizione, ma perché PRIMA pensaste a cosa volete dire, POI scriveste, in modo coinciso possibilmente.
Giulia ti ha fatto quella domanda perché dai tuoi commenti non sembra proprio che tu l’abbia letto.
Fare i sarcastici non fa figo. Fa tristezza e non è costruttivo. Noi siamo qui per costruire. Tu perché sei qui?
Volevo esimermi dall’intervenire, infatti mi esimo.
ciao!
Ho visto che qui ci sono autori che si credono geni e altri capaci di decidere quali vermi dare ai lettori, e questa è cosa che anche una persona poco dotata è capace di giudicare. A questo si somma, e non poteva essere altrimenti, l’incapacità di essere persone degne e poi scrittori. È un luogo che suscita compassione, e con questo vi saluto senza un filo di simpatia. E senza emoticons…
Niente da aggiungere, la poca simpatia è ampiamente ricambiata. Ma è per toglierti il gusto dell’ultima parola.
Mi scuso con gli utenti educati per l’uscita di ieri. C’è gente che le tira fuori proprio dalle tasche.
“A questo si somma, e non poteva essere altrimenti, l’incapacità di essere persone degne e poi scrittori.”
Ma chi sei tu per giudicare da un libro se un persona è degna o meno. Fammi capire.
Guarda,s e ti avessimo dato ragione scommetto che saremmo diventati il posto che avevi sempre sognato.
Noi delle sviolinate facciamo a meno. Le regole della buona educazione valgono per te come per gli altri.
Non si tratta di “buona educazione” ma della volgarità di gente che ammette si possa dire quello che è stato affermato in riferimento allo scrivere, a al sentirsi nel giusto a essere pieni di una boria che mai è giustificata. Prima di essere scrittori si è educatori, e voi donne e mamme così facendo vi assumete la responsabilità di aver lasciato dei ragazzini immaturi a inebriarsi della pappa che giovani cervelli impettiti hanno apparecchiato alla tavola della loro futura disperazione. Dovreste vergognarvi se non foste anche voi sullo stesso degradante piano sul quale si trovano loro.
Guarda il tuo commento è talmente pieno di paternalismo e maschilismo che evito di risponderti. Con me il discorso ‘in quanto mamma e donna’ non attacca per niente.
Ti dico solo una cosa: continua a offendere i nostri utenti e autori e tu qui non commenti più. Ma non credo che sarà un problema visto che ‘È un luogo che suscita compassione’. Non dovevi salutarci ‘senza un filo di simpatia’?
Ma no, Carlotta, lascialo commentare, è uno spettacolo…
No, guarda. Se uno scrittore pensa di essere un educatore forse ha sbagliato proprio mestiere. Uno scrittore non ha il ruolo di edutcare. Uno scrittore scrive. Quando è un intellettuale, o si fregia di volerlo essere, racconta uno spaccato della società che vive e la critica. Ma non iniziamo a scambiare il mestiere dello scrittore con qualcosa che attiene al compito riservato all’educazione, perché cominciamo veramente ad andare fuori strada. La persona è educata, non la persona in quanto scrittore. Lo scrittore mentre scrive deve essere anche politicamente scorretto, se questo è ciò che gli impone la sua storia.
Sorvolo sulle affermazioni marcatamente maschiliste e scioviniste su noi donne. Per quelle posso sempre chiamare qualche blogger di Femminismo a Sud.
Brava.
Ricorderei Marziale: “Lasciva est nobis pagina, vita proba”.
Non mi meraviglia che tu, dopo aver condiviso il poter dare vermi ai lettori e il doversi ammaliare di perfezione quando si è nella confusione psichica totale, riesca a scambiare per simpatico il mio ultimo messaggio. Come ultima cosa lasciati dire che mostri di avere un coraggio ammirevole nel pretendere di selezionare scritti di autori quando, da come scrivi, dovresti dedicare il tuo tempo e la tua passione a perfezionare le tue stupefacenti inadeguatezze letterarie. Non ti allarmare, questa è casa tua e hai tutto il diritto di esigere la mia uscita, che non ho intenzione di negarti. Non sono un provocatore e nemmeno porto disordine con me. Stai bene.
Approvo io questo commento. L’ultimo in questo tono: se ne scrivi un altro così non sarà approvato. se torniamo a parlare civilmente, invece, ben vengano i tuoi interventi.
Invito tutti a moderare i termini. Intanto perchè io sono donna e mamma e poi perchè sono io che seleziono i testi.
Seleziono, si fa per dire. Questo è un luogo di condivisione e di commento (costruttivo). Quindi qui se ne parla e non si insulta nessuno, anche perchè di Nobel non ce n’è. Anzi.
detto questo, neanche io sarei felice di sentirmi dare del pescivendolo, ma francamente non mi comporterei da nessuna parte come Massimo.
Ora chi vuole stare stia, chi vuole andare vada. Ma piantiamola di degenerare.
buona giornata.
Non desidero dire altro, perché la rilettura dei commenti fin qui scritti sarà esauriente. Ho sperimentato sulla mia persona le conseguenze dell’essere pieni della propria imperfezione che si è scambiata per conveniente, ma non posso pretendere, a parole, di insegnare cosa dev’essere l’intelligenza capace di scansare il proprio ego per lasciar posto all’evidenza di verità che prima o dopo irrompono, senza pietà, nella vita di tutti. Non ho alcun interesse a restare, perché non scrivo per interesse. Ciao a tutti, e tanti sinceri auguri di riuscire ad anticipare la rabbia che muove la verità quando è continuamente ignorata da chi ha gli strumenti per poterla riconoscere.
Mi par di capire che questo è l’ultimo commento di Massimo.
sono d’accordo con lui: rileggendo i commenti, ognuno si farà la propria idea.
buona continuazione a tutti.
cmq non so voi, ma io mi sento piena della mia imperfezione. per questo ho approvato questo commento.
Sì, ma che vor dì?
Giuliana, dài, è chiaro che trattasi di supercazzola!
Non sono in grado di capire quello che scrive questa persona, forse sono inadeguato io, oppure dovrei stare attento a quello che mi vende il tabaccaio…
Comunque a me questo posto piace, perciò ti prego di non rovinare l’ambiente.
Ah, non è detto che poiché il dizionario contien migliaia i parole si dbba per forza usarle tutte, che c’entrino o meno con l’argomento.
Augh!
Credo che Massimo intenda dire che siamo così corti di comprendonio da non apprezzare la sua prosa fiorita e il suo fino cervello.
Io invece intendo dire che la cosa di cui sono più cosciente è il mio limite e per questo non mi permetto di criticare le persone.
Quanto ad un testo, invece, più che criticare, dico quello che a mio parere funziona e quello che no.
Credi male. La verità non ama le belle parole. Non occorre essere portatori di cervelli “fini” per essere capaci di intuire la qualità di una personalità che afferma di essere così intelligente da sapere che sia conveniente tenersi la nutella per sé… e ai lettori dare i vermi perché quelli vogliono. Sono certo anche a voi non starà simpatico qualcuno che si fregia di essere un intelligentone. Non capite che, poiché nerd è sinonimo di intelligentone… darsi del nerd è la stessa cosa che dire “sono un genio”? Come tutti i siti dedicati allo scrivere anche questo ha le stesse lineette di febbre egoica, ed è una febbre che offusca le capacità potenzialmente pregiate.
Ho del tutto perso il filo della conversazione. Ti ringrazio per le capacità potenzialmente pregiate e per la febbre, guarda, da donna e mamma, può essere visto che mi hanno appena chiamato dal nido.
Ora torniamo a parlare di “Bravo a scrivere”.
Grazie.
Che spasso le persone che dicono di volere andare via da un posto e poi non se ne vanno mai. Sono come gli ospiti che implorano un ultima chiacchiera mentre stazionano sul tuo zerbino: tu hai sonno, loro fame di comprensione e calore umano.
Ma forse stavolta per il nostro semiologo è la volta buona.
“Bravo a scrivere” è un esercizio di stile. Dichiarato già dal titolo. Il risultato può piacere o meno, ma come tale, prima di tutto, andrebbe valutato: Andrea non sarà uno scrittore umorale, però ben vengano autori che cercano di sperimentare con lo stile e la tecnica. Per questo, e per altri motivi personali, salvo il suo libro.
Lo stavo per scrivere io…
France’ hai letto questo romanzo? Cosa ne dici?
Ah, e per finire: Andrea Roccioletti è un genio. A modo suo, ma c’è poco da fare, lo è. Posso testimoniare migliaia di esempi a favore di ciò. Solo che io non lo invidio per questa sua basilare caratteristica. Anzi. Non credo che sia così divertente e facile essere un genio.
Non credo sia desiderabile esserlo. Chi lo invidia, a mio avviso, fa male. Spesso tanto conoscere è tanto patire.
Per fortuna è anche una bella persona. Una bella bella persona.
P.S.: Secondo me Massimo Vaj non esiste. E’ Andrea Roccioletti. Sarebbe molto da lui.
Non è spassosa, invece, la vigliaccheria di chi spera di cavarsela formulando un’accusa nella speranza che l’accusato non potrà avere il diritto di difendersi. Andar via dal sito vuol dire estinguere il proprio apporto al sito, non significa farsi maltrattare dovendo tacere. È normale che io voglia conoscere la reazione degli utenti di questo cafè, e il farlo non è disonorevole come la posizione da te presa. In riferimento alla nutella e ai vermi l’autore di questa incredibile affermazione, accettata come fosse un atteggiamento corretto per uno scrittore. è Francesco. Mi auguro per lui che sia un ragazzo molto ma molto giovane…
Trovo anch’io “la levata d scudi” piuttosto fastidiosa. Detto ciò, passiamo oltre. Ribadisco a Massimo che nei limiti della buona educazione è ben accetto qui.
Ho 16 anni, e allora?
Grazie Giulia, il coraggio di non ripararsi dietro alle armi di altri è cosa rara. Non è il caso che io mi fermi qui, considerato il mio ruolo che, visto come si sono messe le cose in questo cafè, non potrebbe schiodarsi da dove è stato impalato dagli eventi. Io, come essere umano (si fa per dire) e come scrittore (lo si dice per non vantarsi), sono al centro dell’attenzione del Cielo come tutti, dunque poco posso fare per riassettare l’ordinabile, ma molto posso per sistemare me (non aggiungo “per le feste” perché lo si intuisce facile). Non sono scandalizzato per i muri eretti dagli ego perché la vita la vivo anch’io, e so quanta fatica si deve fare per mettersi in equilibrio senza frignare. Auguro a tutti di scrivere non per aver successo come scrittori, ma come uomini (non dico donne perché lo si dovrebbe dare per scontato e perché mia moglie, che non adora scrivere ed è una santa comunque, accidentalmente potrebbe leggere queste note e farmela pagare)…
Allora addio. E’ stato tutto molto bello. E, ribadisco, spassoso. I tuoi sette minuti d’attenzione li hai avuti (era quello che cercavi). Ora che teatralmente lasci questo sito, puoi fare un salto sul blog di carlo punkabbestia, paninaro zozzone di piazza bernini. So che a lui le polemiche sterili (quelle in cui si strepita un casino e non si dice un cazzo) piacciono un botto.
Accusa? Maltrattato? Ma dice sul serio?
Ah l’ego… quanti danni.
Non lo dico più: ora BASTA.
Cancello tutti i commenti che continuano questa polemica, che è sterile da ambo le parti.