Bambole cattive a Green Park

by Andrea M. on 26 ottobre 2011
 
Bambole cattive a Green Park
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Titolo: Bambole cattive a Green Park

Autore: Andrea Malabaila

Formato: pdf

Categoria: Romanzi

Licenza: Quest'opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.

Teaser: Un finto sicuro. Un depresso. Un fidanzato fedele. Hanno 18 anni e sono amici. A due giorni dagli orali decidono di disertare la maturità e scappare a Londra. Qui si muovono a tempo di rock tra luci da luna-park e ragazze da copertina. Ed è proprio attraverso l'incontro con tre giovanissime londinesi che la tragedia irrompe nelle loro esistenze. Una storia bagnata di pioggia e inquietudine, in cui l'impossibilità alla fine vince su tutto, anche sugli anni giovani e ribelli. Impossibilità di comunicare, di dimenticare il passato, di essere sempre coerenti, di scegliere davvero il proprio destino, di vivere... Una storia elettrica, come Londra e come le ragazze che sfoggiano sicure la maglietta "GOOD GIRLS GO TO HEAVEN, BAD GIRLS GO TO LONDON", come l'indimenticabile Sally, a metà tra una coccinella e l'eroina dei cartoni Lamù.

Commenti

About Andrea Malabaila

Sono nato a Torino nel 1977. Ho pubblicato “Quelli di Goldrake” (Di Salvo, 2000), “Bambole cattive a Green Park” (Marsilio, 2003), “L’amore ci farà a pezzi” (Azimut, 2009), “Chi ha ucciso Bambi” (Historica, 2011). Nel 2007 ho fondato la casa editrice Las Vegas edizioni. Sullo Starbooks potete scaricare gratis “Bambole cattive a Green Park” (http://starbooks.it/2011/10/26/bambole-cattive-a-green-park/).

9 Responses to “Bambole cattive a Green Park”

  • Giuliana scrive:

    Perfetto. Lascio Scerbanenco e mi carico Malabaila sullo Smartphone.

  • Francesco scrive:

    Io l’ho già letto. Mi è piaciuto molto! Lo consiglio a tutti.
    Originale e più profondo di quello che si potrebbe immaginare dal titolo.

    Francesco

  • Giorgio scrive:

    già letto, bello, veloce, graffiante, pieno di idee. E la scelta della narrazione in seconda merita anche più riflessione e magari un altro tentativo.

    • Francesco scrive:

      Confermo, per scrivere in seconda persona devi sapere quello che stai facendo. :-)
      In questo libro ci sta bene, anche se io all’inizio avevo i miei dubbi.

  • Giuliana scrive:

    Ho finito giusto ieri la lettura. Mi sono presa qualche ora per ragionare sulle sensazioni.
    Sensazione numero 1. Mentre lo leggevo pensavo che per questo tipo di romanzo bisognerebbe coniare un nuovo genere. Si potrebbe dire che è un romanzo di formazione, ma a me sembra più di iniziazione. Persino Londra, dove è ambientata la storia, mi sembra un luogo dove un maschio italico va a perdere la sua infanzia. (non so perché, Londra, molto più di New York o di altre mete ambite dai più, a me è sempre sembrato il centro del mondo, il luogo per antonomasia che decide del tuo destino futuro, sia che ti piaccia sia che la detesti). Quindi, io non so se esistano i romanzi di iniziazione, ma se non ci sono dovrebbero esserci, e questo dovrebbe farne parte.
    Sensazione 2. Lo stile, a parte la seconda persona, mi ricorda a tratti il Giovane Holden (grazie tante, te lo dice di continuo, che ama Holden), però a me il Giovane Holden è piaciuto così poco da costringermi a interrompere la lettura a pagina 50. Invece Malabaila me lo sono letto tutto, pur per un piacere puramente estetico. Sulla storia ho delle serie remore, ma io sono pur sempre una ragazza che viaggia verso i 40 e forse non sono proprio il pubblico adatto per una storia del genere.
    Sensazione 3. Alla fine mi è dispiaciuto pensare che questo libro non sia più disponibile nella sua edizione cartacea, perché lo vedrei bene tra le mani di diciassettenni alle prese con la scuola superiore. Sarebbe stato interessante proporre il contrasto di Moccia e del vuoto cosmico privo di qualunque valore estetico con Malabaila, che a mio parere lo dovrebbe prendere a calci negli stinchi, a Moccia.
    E a dirla tutta non mi sarebbe dispiaciuto comprarmelo, pur con tutte le mie remore di ragazza attempata. Un buon libro resta tale pure se non incontra il gusto personale del lettore.

    • Andrea M. scrive:

      Ti ringrazio per la lunga e bella recensione, così come ringrazio Francesco e Giorgio.
      Rispondo alle tue sensazioni.
      Sensazione numero 1: hai ragione, nelle presentazioni dell’epoca parlavo sempre di “moderno rito d’iniziazione”.
      Sensazione numero 2: per me Il giovane Holden invece è stato un libro fondamentale, e Salinger il modello a cui ispirarmi. Sulla storia ho delle remore anch’io, oggi, ma in realtà ce le ho su tutto il romanzo… Però avrai notato anche le influenze di Vogler, eheh.
      Sensazione numero 3: all’epoca il mio sogno era di finire sui poster delle ragazzine al posto del citato Jim Morrison ;-) E le presentazioni nelle scuole (soprattutto in quelle in cui i ragazzi conoscevano i miei personaggi quasi meglio di me) sono state la più bella soddisfazione che ho tratto dalla scrittura. Comunque spiace anche a me che sia fuori catalogo. Chissà che un giorno qualcuno non lo voglia riportare alla luce… ne sarei tanto contento!

Trackbacks & Pings

  • Ritornano le bambole cattive! | Party di due menti malate says:

    [...] Ritornano le bambole cattive! Pubblicato da andreamj il nov 2, 2011 in Senza categoria | 0 commenti Da qualche giorno nella libreria dello Starbooks ha fatto la sua comparsa il mio secondo romanzo, Bambole cattive a Green Park, uscito nell’ottobre 2003 per Marsilio e ora riproposto in versione pdf scaricabile gratuitamente. Un’ottima occasione per chi non l’ha mai letto e/o lo stava cercando (attualmente è fuori catalogo). A me e alle “bariste” dello Starbooks fa molto piacere se lascerete anche un commento nella pagina apposita, ovvero qui. [...]

  • Il coraggio di essere un idiota says:

    [...] qui niente di strano. Andrea ha pubblicato diversi libri tra cui uno con Marsilio (che trovate anche qui), ha aperto una casa editrice distribuita nazionalmente, ha pubblicato gente come Marco Candida, [...]

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