Veleno rosso sangue

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Veleno rosso sangue
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Titolo: Veleno rosso sangue

Autore: Matteo Grimaldi

Formato: pdf

Categoria: Racconti

Licenza: Quest'opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.

Teaser: Su un letto d'ospedale un corpo urla senza poter parlare. Per tutti è un silenzio irrecuperabile, per Alejandro un gioco notturno. Cosa vuole da lei? 'Veleno Rosso Sangue' è un fantasy dai toni cupi che percorre, attraverso una scrittura malinconica, la distanza brevissima fra vita, morte e immortalità.

Commenti


6 Comments

  1. Non ci crederete, ma anch’io tempo fa scrissi un racconto, nemmeno lontanamente bello come questo, che però si concludeva allo stesso modo! :)

  2. Sir Babylon, anche tu qua, che sorpresa! Mi stai forse accusando di plagio? Ah ah! Sono contento che ti sia piaciuto Veleno. Se ti fa piacere scrivine una breve recensione che la pubblico su MatteoGrimaldi.com !

  3. Quando una può essere rincoglionita. Cercavo il racconto tra quelli scaricati e non c’era… Ho dovuto provvedere ora.

  4. Giuliana, aspetto un tuo parere. :)

    • Eccomu. Ho finito di leggerlo ieri. (attenzione, potrebbero esserci spoiler)
      Ti premetto che non sono amante delle storie del genere che hai scelto, quindi potrei non riconoscerne gli stilemi.
      Comunque. Il racconto mi è piaciuto, nonostante le resistenze nei confronti dell’argomento.
      Anche perché mi pare che tu abbia raccontato, nella confezione di un fantasy (che a me però sembrava molto più declinato verso l’horror) una storia molto classica: la lotta tra il bene e il male. Un po’ minimalista, in questo caso, perché non si cerca di salvare nessun mondo ma l’anima di una persona impossibilitata a difendersi fisicamente.
      Inoltre, ti faccio i miei complimenti perché nello spazio di un racconto lungo hai costruito un Male con i controcoglioni, come diceva il mio operatore di ripresa. il personaggiod i Alejandro è di quelli che ti affascinano, a tratti ti commuove, mentre racconta la sua storia. Per qualche istante ho pensato seriamente che poteva cercarsi una vittima molto più interessante della prescelta, perché, e qui spero che sia stata una scelta precisa (e in questo caso nons arebbe affatto disprezzabile), la protagonista in qualche momento sembra davvero stupida e la sua fine non suscita la minima pietà.
      Il che, dal mio punto di vista, non è un male. Con una personificazione del Male così riuscita a mio avviso non serve nient’altro.
      Complimenti.

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