Dalle sei alle dieci non si salva il mondo
Posted by Giuliana Dea on 21 set 2011 in Libri | 16 comments
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Titolo: Dalle sei alle dieci non si salva il mondo Autore: Giuliana Dea Formato: pdf Categoria: Racconti Licenza: Quest'opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia. Teaser: "Ci sono posti dove è la gente a telefonare: chiede informazioni e tu devi rispondere. Dall’altra parte l’utente, che in genere è laureato ma non sa leggere le istruzioni del suo videoregistratore e telefona ogni giorno per capire come si toglie la cassetta, non riesce a capire la spiegazione che riceve, si incazza, ti investe con una serie di insulti e attacca il telefono. L’operatore non può rispondere male, deve sorridere al telefono. Alla fine della telefonata, però, è autorizzato a bestemmiare. Basta che non passi il suo supervisore alle spalle. Tutto sommato non è così male. Ricevere telefonate risulta anche un lavoro poco logorante, soprattutto nei momenti di calma. Un lavoro così sarebbe l’ideale. Ad averlo." Commenti |
About Giuliana Dea
Sono un’ex sceneggiatrice ed ex aspirante pubblicatrice. Ora mi limito a scrivere per me, a tempo indeterminato (l’unica cosa indeterminata nella mia vita, perché per il mio lavoro vero ci ho rinunciato da un pezzo). Ho un romanzo mai pubblicato nel cassetto. Se mi cercate, potete provare all’Ufficio Reclami (il mio blog).
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Non so come sia lavorare in un call center e nemmeno salvare la vita ad un uomo, ma il racconto è spassosissimo!
Anch’io l’ho trovato divertente e per niente scontato. Unica criticozza: andrei un po’ meno a capo.
Sì, l’a capo in effetti è uno dei miei punti deboli. Ma a me me piascie, andare a capo…
Ho letto il racconto tutto d’un fiato.
Scritto bene e piacevole da leggere.
complimenti.
francesco
Grazie per l’apprezzamento, Francesco.
Ciao Giuliana e complimenti per il tuo racconto. E’ scorrevole, divertente, fresco, reale. Si legge veramente bene. Sembra una storia pronta per uno sketch di Luciana Littizzetto. Per la “criticozza” sopra, non sono d’accordo. L’andare a capo rende meglio l’idea dei fatti che si accavallano uno dietro l’altro. Il finale a sorpresa è tragico ed esilarante al tempo stesso, ma rende perfettamente l’idea dell’epilogo catastrofico di un personaggio che vive sempre sull’orlo del baratro sociale. Avanti tutta così perché i tuoi personaggi non salveranno il mondo ma desteranno sempre curiosità nel lettore.
Un cordiale saluto.
Fabio Marazzoli
Grazie, Fabio, per i complimenti. A proposito delle critiche di Carlotta sull’andare a capo, però, io concordo con lei, perché se in questo tipo di racconto sono funzionali, ho la tendenza ad andare troppo a capo anche in storie dove sarebbe il caso di evitare il ‘giochetto’. Qui il ritmo è concitato e deve esserlo, ma altrove dovrei tirare un po’ il freno a mano!
Comunque è roba su cui sto lavorando, da parecchio.
Azz. Ho lasciato il mio solito refuso…
In verità ho girato sul racconto di giuliana una critica che fanno sempre a me. In genere andare tanto a capo è un po’ come sottolineare tutto quando studi: dai enfasi a tutto quindi rendi tutto monotono. Poi boh in questo caso magari va bene così. [ma come mi piace questo editing diffuso
]
Pensa che rispetto ad altre cose che ho scritto, in questo racconto mi sono pure trattenuta!
Davvero divertente, brava. Ben scritto.
Bel racconto, bel ritmo, trama per niente scontata e lontana dagli stereotipi dei racconti sui call center che oggi vanno tanto di moda. Mi ha messo di buon umore in una noiosa giornata lavorativa.
Son contenta di averti messo di buon umore!
Uff ma promuoviti un po’!
Faccio io:
Ciao Borys, posso portarti qualcosa? Se vuoi leggere qualcosa di Giuliana, spulcia nella nostra libreria e troverai il suo romanzo “Per quest’anno le rondini non tornano”.
Ma io sono più timida di quello che sembro!
Sanata la lacuna e letto anche questo
.
MI è piaciuto molto, specialmente per l’ironia spietata che mi ricorda un po’certi scritti di Sedaris.
Mi aspettavo la conclusione amara/surrelae, ma devo dire che ci stava assolutamente tutta.
Come stile e `freschezza di immagini’ mi è piaciuto di più di `Per quest’anno le rondini non tornano’, mi è sembrato ancora più vivo e pungente.
Secondo me qui gli `a capo’ci stavano tutti, rendevano il ritmo del racconto (non ti offendi, spero, se ti dico che sembrava quasi una sceneggiatura a volte tanto era visuale e allo stesso tempo rapido?).
Ah, mi sembra che il pdf abbia fatto cose strane perché un paio di volte ho notato simboli nel testo che non c’entravano molto (e.g. mi sembra ci sia una parola che ha in mezzo il simbolo dell’euro).
A rileggerti