La lavagna di Amerigo
Posted by Francesco on 14 set 2011 in Libri | 24 commentsScarica |
Titolo: La lavagna di Amerigo Autore: Francesco Pomponio Formato: pdf Categoria: Romanzi Licenza: Quest'opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia. Teaser: La storia di Alfredo è quella di un uomo che un giorno si accorge che la sua vita gli è passata davanti in silenzio, la polvere ha ormai ricoperto i suoi fumetti e i suoi ricordi, ma per lui non è ancora finita. Tra alterne vicende perderà e ritroverà un equilibrio. La storia di Alfredo è anche una storia d'amore, di vecchi e nuovi amori, di amori paterni, di amore per le piccole cose e per la vita stessa. Con l'aiuto di un saggio barista che ogni giorno regala agli avventori del suo locale piccole perle di saggezza popolare. Il dipinto in copertina è di Pina Buonocore. Potete seguirla qui. Commenti |
About Francesco Pomponio
Dalla parte “sbagliata” dei cinquanta, Francesco Pomponio scrive da quando ha vent’anni ma i suoi scritti sono rimasti per molto tempo inediti. Il suo primo libro (ora esaurito) si intitola “La lavagna di Amerigo”, mentre il secondo, pubblicato da Diamond Editrice, è “La macchina del tempo esiste già.” e contiene 23 racconti, che hanno ottenuto recensioni positive. http://www.amazon.it/dp/B006XY68VW/
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Ho finito “La lavagna di Amerigo”. Non sono bravo a scrivere, tantomeno a fare delle recensioni tuttavia è giusto farvi sapere che il libro di Francesco mi è piaciuto molto e per un po’ di tempo mi ha allontanato dal mio noiosissimo e poco utile lavoro. Adesso mi tuffo sulle altre creature
Grazie!!!
troppo buono…
francesco
Se posso, muoverei una critica all’autore per la figura della moglie di Alfredo che, a mio parere, è troppo BIDIMENSIONALE. voi non credete?
Che significa? A lui sembrava molto tridimensionale
Senza voler svelare niente, ho trovato che fosse un personaggio troppo passivo, troppo accomodante. Va bene che non è protagonista… meglio riuscito il figlio Carlo, se posso.
Non è accomodante, certe cose non sono ancora successe e quindi non può saperle, se non si arrabbia è perché lui in fondo non glie ne dà motivo
Esistono ancora donne così…
Certo che puoi, in realtà è vero, ma è un personaggio “secondario” fin verso la fine.
Svilupparlo di più avrebbe allungato troppo il brodo.
E mi piace questo modo di procedere, analizzando quando possibile le motivazioni dell’autore nel decidere come “trattare” i personaggi
Comunque il penultimo capitlolo è dedicato a lei, e non mi pare che non abbia spessore, ma forse nessuno è mai arrivato a leggere fin là. Però chi l’ha fatto si è persino commosso.
Sto cercando di invogliare a leggerlo, non so se si è capito
Io l’ho letto. Però non posso commentare, perchè se no darei troppe anticipazioni ai tuoi lettori.
Ho tolto un capitolo, come consigliatomi da un lettore molto perspicace.
Non aggiungeva molto alla storia e si poteva togliere senza problemi.
mi piace questo modo di fare editing
se due persone, che non si conoscono mi dicono la stessa cosa, qualcosa di vero ci dev’essere.
Potremmo chiamarlo editing diffuso?
Alla fine, se possibile, invierò la versione modificata in base ai vostri commenti.
grazie a tutti
Ho inziato a leggere questo libro, ieri. Causa “gestione vita” non so quando riuscirò a terminarlo, perchè sono davvero discontinua ultimamente. Intanto però, volevo lasciare alcune mie sensazioni prima che svaniscano. Volevo far sapere a Francesco che mi piace la delicatezza e la tenerezza con cui scrive. Con cui, per esempio, racconta del rapporto fra marito e moglie. L’ho trovata in linea con la passione per i libri del protagonista.
La “passione per i libri” nella mia testa è “lentezza”, nell’accezione puramente romantica del termine. E questa “lentezza” buona l’ho trovata.
Poi a fine libro, saprò cogliere anche tutto il resto, ma per il momento mi andava di scrivere questo. Bravo.
Grazie! Davvero.
In questi giorni ci voleva un commento positivo…
aspetto i commenti quando avrai finito di leggerlo.
ciao
Francesco
Ciao, Francesco.
Ho appena scaricato il tuo libro.
La luce del dipinto di Pina Buonocore, è una bellissima promessa.
Saluti,
l.s.
Grazie! Glielo riferirò.
Caro Francesco,
ho finito da poco il tuo romanzo, credo che il dipinto aveva ragione. La tua storia racconta delle luci della copertina e così la copertina racconta delle luci della tua storia.
Veniamo alle mie sensazioni immediate:
Le positive:
molto calore umano. L’aspetto più forte è quello di lasciare il libro e accorgersi di aver conosciuto una persona generosa, perché nella tua scrittura non ti sei mai risparmiato e in diversi momenti hai riscaldato il cuore. Crei familiarità con chi ti legge e riesci a portarlo dalla tua parte.
Una bella sensibilità descrittiva degli ambienti, tendenza naturale alle personificazioni, con qualche spianata surreale: dalla sera, ai profumi dei fiori, alle varie pennellate che utliizzi, fino a quella finale del cuore umano con una persona anziana.
I ritratti femminili sono molto riusciti e anche molto “amati” da te, mentre li scrivi. Sembra che nella tua narrazione si ripercorra un lungo e anche doloroso innamoramento con parti reali della tua vita, dei tuoi luoghi e dei tuoi ricordi, che vanno a smistarsi tra i vari tentacoli vivi e mutanti del romanzo. I luoghi diventano persone e le persone diventano luoghi. Umanizzi ogni piccolo scorcio di narrato, e questo è molto bello. Avverto l’accudimento e il calore con cui hai gestito le dinamiche psicologiche e con cui le hai differenziate, nelle voci, nei piccoli vezzi, con qualche taglio ironico, una carezza. Belle quindi le atmosfere dell’ insieme. Ciascun personaggio è un dito di una tua mano con un peso diverso. Non sono mai troppo uguali, è questo non è facile.
Adesso qualche dubbio, un paio:
Il compromesso tra il dettaglio della descrizione e la tenuta del ritmo, è affare molto arduo e complesso, quando le narrazioni devono armonizzare estensione, snellezza e densità. In qualche momento si nota che ti intrattieni di più in zone che forse ti staranno più a cuore, dando priorità alle situazioni emotive o descrittive, più che ai tempi e al motore acceso che ronza nello stomaco del romanzo. Succede anche ai solisti o ai cantanti lirici, di perdere il ritmo quando fraseggiano troppo. In letteratura a volte certe problematiche affiorano allo stesso modo. Bisogna conviverci. Credo che capiti spesso a chi scrive con molto cuore e quindi rischiando.
Nei discorsi diretti avrei usato le virgole, per sveltire lo spostamento tra le voci dei personaggi e l’ingresso della voce narrante, e non separarla in più blocchi con il punto, che trovo un po’pesante. (Es.”Una notizia buona e una cattiva.” Mormorò infine.)
Al momento è tutto. Chiaramente la questione ritmica è una mia sensazione o forse una mia cavolata. Approfondiscila anche con gli altri amici dello Starbooks. I miei dubbi non sono consigli, ma solo impressioni sincere a lettura ultimata.
La tua storia mi ha fatto bene e mi ha tenuto compagnia e credo che mi abbia migliorato. Ne sentirò la mancanza. Le auguro davvero tutto il bene possibile.
Saluti e grazie.
l.s.
Grazie!
, cercherò di farlo ripubblicare. Ormai i diritti sono di nuovo miei, e grazie a voi sarà migliore di com’era prima.
Non sapevo di averci messo tutte queste cose
Sono contento che la storia ti sia piaciuta.
E grazie per la disponibilità e sensibilità che dimostri scrivendo le tue recensioni.
Se ho capito bene dici che a volte le descrizioni spezzano un po’ il ritmo o lasciano il lettore in attesa. Adesso mi rileggo il tutto e vedo cosa fare. Alla fine, quando grazie a voi il libro sarà perfetto
Grazie
Bravo Francesco, è proprio lo spirito giusto!
La penso come te, Luigi.
Sono a 180 download. Grazie a tutti coloro che l’hanno scaricato e presumibilmente letto.
Apprezzo molto questa cosa perché non è stata in alcun modo ottenuta sollecitando i miei amici o conoscenti a scaricarlo.
Ci sono persone che hanno letto il libro quando fu pubblicato che neanche sanno di questa bella iniziativa dello Starbooks.
Secondo voi è sbagliato chiedere questo tipo di “favori”?
Mi spiego meglio: è più importante il numero di copie vendute di un libro (in questo caso scaricate) o il numero di copie realmente lette?
Dal punto di vista dello scrittore.
E’ ovvio che un editore tiene di più al numero di copie vendute, anche se dopo saranno usate da zeppa per sedie traballanti.
Francesco
Io spero che le copie scaricate coincidano con quelle lette!!!!
Forse per l’editore se chi compra-scarica copie poi non le legge ha poca importanza; per chi le scrive, invece, credo che anche se solo poche copie vengono lette, ma con passione e piacere, sia più importante e soddisfacente.
Sono d’accordo su tutto.
Ringrazio Francesca per avermi sugerito questa lettura che mi ha accompagnata e tenuto compagnia nel caos della metropolitana, isolandomi dal resto del mondo, e nella tranquillità delle mura domestiche, facendomi ricavare dei momenti liberi solo per proseguire con questa storia.
Ritengo questo racconto scritto in maniera semplice, lineare, coinvolgente e commovente.
C’è desrizione ma si lascia anche spazio all’immaginazione, sia dei luoghi che dei personaggi e dei sentimenti che provano.
Devo ammettere che ho pianto e non è semplice, per me, leggendo.
Quando ero quasi alla fine avrei voluto rallentare la lettura per proseguire più a lungo il viaggio insieme ad Alfredo e agli altri.
Mi è dispiaciuto terminarlo solo per questo motivo.
Il prossimo, per favore, scrivi di più!!!
Grazie!
Stamattina ci volevano queste belle parole. Grazie davvero.
Il prossimo è già pronto da tempo, e ono 500 pagine una volta stampato.
Appena trovo un editore
ciao
Feancesco