Una pinzillacchera

Non c’è bestia peggiore, dicono, dell’aspirante scrittore. Convinto di essere il nuovo Borges, invia ai poveri editori una serie di scemenze scritte in “itagliano” e si arrabbia se non viene pubblicato. Spesso avviene proprio così, lo ammetto.
Tuttavia mi sento di spezzare una lancia a favore della specie. Gli Aspiranti vengono costantemente mazzuolati: sono analfabeti, sono arroganti, spediscono a casaccio, leggono poco. Si tende, però, a fare di tutta l’erba un fascio. C’è invece chi si informa, chi scrive bene, chi si autocritica. Senza contare molti “editori” che con un catalogo di tre libri (due dei quali scritti dalla cugina) trattano gli Aspiranti a pesci in faccia. Questi signori hanno – di diverso da me – solo qualche soldo in più per cominciare l’attività. Nessuno conferisce un patentino da scrittore, ma non ne esiste nemmeno uno da editore. Non sarebbe meglio cominciare a guardarsi con un pizzico di indulgenza in più?
E da bere per tutti, offro io!


8 Comments

  1. Io invece non vedo perchè ci si debba trattar male. Anche se scrivo una schifezza, penso che il rifiuto netto di essere pubblicata sia sufficiente. :)
    Non tutti si inca…volano per le correzioni. C’è chi è GRATO, anzi, di ottenerle anche perchè è raro che un editore si prenda la briga di rispondere. C’è modo e modo, comunque, anche di correggere.

  2. Tempo fa mi è capitato di inviare un racconto a una persona per averne un’opinione.
    Mi ha risposto che gli era piaciuto ma il finale era un po’ “moscetto”. E aveva ragione, l’avevo intuito anche io.
    Ma la cosa bella è che mi ha suggerito un’alternativa, anzi due.
    Io ho scelto quella che mi sembrava migliore (e non mi obbligava a riscrivere molte parti del testo, sono pigro…) e ho rifatto il finale.
    Beh, a me non solo non ha dato fastidio il giudizio, (forse perché espresso nella maniera giusta) ma mi è stato utile perché ne è venuto un racconto, secondo me, migliore.
    Non l’avrei saputo fare da solo perché l’avevo scritto e non ne vedevo i difetti.
    Ecco, io vedo così il rapporto fra chi scrive e chi legge.
    Ma non tutti accettano suggerimenti, tanti sono convinti di non avere niente da imparare.
    Ecco, questi secondo me andrebbero trattati non male come a volte capita, ma molto peggio.

  3. Quello che io critico è un certo tipo di atteggiamento. E’ vero che l’aspirante scrittore propone un proprio lavoro, ma diciamocelo: non serve che l’editore gli faccia “piovere” tutto dal cielo partendo dal pressuposto che tanto è un presuntuoso. Io avverto questa atmosfera. Gli Aspiranti Scrittori dovrebbero essere:
    1° talentuosi (e fin qui non ci piove)
    2° umili (pensa che c’è gente che ti INFAMA se tu dici che sei uno scrittore anche se non hai pubblicato niente, perchè essere scrittori significa aver preso almeno cinque Pulitzer. Se non è così puoi autodefinirti al massimo SCRIBACCHINO, pena la morte. Non puoi neanche sognare.)
    3° non TROPPO umili, però. Devono credere nel proprio lavoro. Ma se cercano di autoincoraggiarsi sono dei tromboni. Non è facile mantenere un equilibrio.
    4° se per caso conoscono qualcuno sono dei lecchini.
    5° se fanno una recensione positiva a qualcuno di pubblicato sono dei lecchini due volte.
    6° se sei una scrittrice e conosci un editore e dopo un po’ questo ti pubblica gliel’hai data di sicuro.
    7° comunque tu scriva, tutti si sentono in diritto di massacrarti e se provi a reagire ti rispondono che “se non volevi critiche dovevi farlo leggere solo a tua mamma”. Che tu sia ANCHE un essere umano cona sensiblità e quindi un normale orgoglio non frega a nessuno. Sempre presuntuoso resti, perchè – mio dio – hai voluto far leggere ad altri qualcosa di tuo.
    Capite anche voi che è un mondo difficile in cui provare a muoversi. E mi chiedo se non è l’atteggiamento generale a renderlo tale. Non dico che si debba essere sempre felici e sorridenti come i teletubbies…ma un briciolo di diffidenza in meno è chiedere troppo?

  4. Ecco di ritorno il nostro Elfo preferito.
    Io la vedo come lei, tra l’altro. L’Aspirante deve superare una serie di prove che nemmeno il principe Filippo per svegliare la bella Addormentata!

  5. Vabbè, in genere quelli che si guardano con severità si sono già fatti una serie di scrupoli che quelli che fanno sti errori non si faranno mai. Ma esistono anche persone giovani o un po’ ingenue che fanno errori senza presunzione. Di fatto un romanzo non viene scartato per motivi di questo tipo, viene scartato perché non valido dal nostro punto di vista.

  6. Ti senti di spezzare la lancia perché non hai mai avuto a che fare con la specie. Ti assicuro che cambieresti idea in fretta. E’ vero, c’è “chi si informa, chi scrive bene, chi si autocritica”. Ma sono la minoranza e questa minoranza non la vedrai mai lamentarsi perché una strada – prima o poi – la trova. Gli altri invece sono convinti di aver scritto il Capolavoro del Millennio e non si vergognano nemmeno di dirlo, hanno “conoscenze importanti”, venderebbero di sicuro “almeno cinquemila copie”, non hanno bisogno di correzioni o consigli perché “il testo è già stato corretto da professori universitari”, eccetera.
    Quanto all’editore, non avrà un patentino, ma investe di tasca propria (se è un vero editore) e quindi ha il diritto di scegliere i testi che ritiene meritevoli. L’editore non è né la mamma né l’amichetta del cuore né la maestra che ti corregge “pò” con “po’”.

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