Posted by Carlotta on giu 10, 2013 in Bacheca | 3 comments

Abbiamo aperto lo Starbooks con una serie di obbiettivi in testa: attirare l’attenzione dei lettori su ciò che di bello c’è nell’editoria in primo luogo; farlo in maniera leggera e divertente come seconda sfida.
Personalmente lo Starbooks doveva essere un hobby. Un modo divertente di stare insieme e parlare di cose che mi piacciono e di fare informazione. Volevo evitare tutte quelle dinamiche malate che finiscono per far marcire forum, blog, siti. (Le visite schizzano, per carità. Ma questo, a me, in questo contesto, non interessa.)
Il motivo per cui volevo evitare certe cose è perché, invece di cercare contenuti nuovi, devi stare dietro a gente che si permette di fare quello che fa solo perché sta dietro a uno schermo. Facile fare scenate, flame, insultare, fare ‘il provocatore’, uscire sbattendo la porta quando A) la porta non è la tua B) te ne freghi poi del fatto che sia io a dover pulire i cocci.
Ora il vetro della porta dello Starbooks è in frantumi. La mia voglia di pulire e rimettermi a lavorare pure.
Per questo ho deciso di sospendere qualsiasi pubblicazione sul blog.
Il sito resta online ancora per qualche mese. A novembre scade il dominio e vedrò cosa fare.
Comunque i post e i racconti non andranno persi. Verrà migrato tutto altrove. Tutto qui. (Agli autori che ci hanno concesso racconti e romanzi, aspettatevi una mail quando sarà il momento).
Mi scuso con tutti coloro il cui materiale non ho fatto in tempo a pubblicare.
Ringrazio tutte le persone splendide che ho conosciuto tramite questo blog, che hanno collaborato, che si sono spese per farne un posto migliore.
E ringrazio i lettori, quelli veri.
Aggiornamento dell’Apprendista Barista.
Ci è stato chiesto da alcuni avventori il perché della chiusura. Vi copincollo parte di un commento lasciato ieri sul gruppo, sperando che sia chiarificatore. Anche perché non abbiamo altre risposte, i motivi sono qui:
…la decisione, che vista da fuori sembra improvvisa e dettata dall’onda emotiva, era nell’aria da qualche tempo. Un po’ perché c’è una stanchezza fisiologica in qualunque iniziativa, e buona grazia che lo Starbooks è andato avanti ancora un anno dopo l’estate scorsa perché a settembre l’idea era di chiuderlo proprio. Un po’ perché ci stiamo rendendo conto che voler parlare di scrittura cercando di non scannarci con le polemiche diventa sempre più complicato. L’idea non era avere un blog dove si parla male della scrittura e dove si ottengono visite a colpi di insulti agli autori o agli editori. Era un posto sereno, dove magari si hanno idee differenti ma se ne può parlare con calma. Parlarne con calma significa non avere discussione perché la modalità preferita sembra essere sempre e comunque quella delle posizioni da mantenere anche insultando la gente…
…. Ora, se questo è il modo in cui si deve parlare di scrittura, di libri, di editoria non a pagamento, esistono spazi molto più scafati e più abituati alla gestione della polemica.
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Sì, oggi vi rompiamo le balle anche di Sabato. Ma c’è un ottimo motivo. Diario di pensieri persi organizza una notte bianca dei lettori e sarà proprio questa sera.
Sul post dedicato ci spiegano cos’è.
Che cos’è la Book Night Moon?
Un evento virtuale, unico nel suo genere, un’intera notte dedicata alla lettera e al mondo letterario; tra giochi, iniziative e discussioni, parleremo di libri durante
una maratona notturna che comincerà la sera del 1° giugno alle 23:00 e si concluderà alle 6:00 del mattino dopo. Questa festa notturna – che troverà il suo
spazio virtuale in un evento su Facebook a questo indirizzo – nasce dal desiderio di condividere nello stesso momento con altri il nostro amore per la lettura; in particolare quelle emozioni e riflessioni che nascono spontanee durante la lettura di un romanzo.
Mi raccomando, fate le ore piccole con i libri e con il Diario dei pensieri persi. (E poi state attenti che interroghiamo!)
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Posted by Giuliana Dea on mag 31, 2013 in Al Bancone | 0 comments
Qui al bar c’è un po’ di fermento.
Dopo la sentenza della causa per diffamazione intentata da 0111 contro Linda Rando (la conoscete tutti, ma qui ci sono un po’ di post in cui potete ripassare la vicenda), mi è arrivata Carlotta in preda all’ansia. Dice cose sconnesse. Tipo che chiude il blog, perché che cavolo lo tiene a fare aperto se un giorno uno si sveglia e ti denuncia per i commenti scritti da qualcun altro?
L’ho messa seduta, le ho fatto una camomilla e le ho detto che col cazzo che chiude il blog.
Perché pensiamoci bene.
È proprio questo, quello che vuole una sentenza del genere, e prima ancora chi ti denuncia per diffamazione prendendo a pretesto commenti scritti da altri.
Qui il problema nasce tutto perché il Writers Dream ha fatto un lavoro della madonna (perché è un lavoro della madonna, non ci sono altre parole per definirlo), in cui indica quali sono gli editori a pagamento, quelli che decidono se chiedere un contributo o meno (chiamati a doppio binario) e quelli che non chiedono nessun tipo di contributo, né per la pubblicazione né per tutto il lavoro collaterale alla pubblicazione (editing, correzione di bozze, impaginazione, e via dicendo).
Io personalmente sono grata di questo lavoro, al Writers Dream.
Perché permette di non perdere un sacco di tempo nella ricerca di un editore che non chieda contributi alla gente come me, convinta che scrivere un romanzo sia un lavoro e che quando l’editore sceglie il tuo romanzo ci sta investendo sopra in solido perché ci crede.
Un editore del genere da un valore al mio lavoro che nessun editore a pagamento potrebbe conferirgli.
Al massimo un editore a pagamento potrebbe soddisfare l’ego, ma diciamocelo, che soddisfazione micragnosa è, per l’ego, pagare cifre nell’ordine delle migliaia di euro per trovare soddisfazione?
Quindi qui non c’è da chiudere nessun blog, non c’è da farsi intimorire in nessun modo.
Però c’è una cosa da fare.
Cominciare a chiedere a chi commenta un po’ di rispetto per lo spazio che sta usando.
Intanto nei modi. Perché a prescindere dalla questione diffamazione, chi arriva in casa mia (il blog non è casa di tutti. Il fatto di poter commentare in uno spazio gestito da altri non autorizza nessuno a cagare sulla moquette) deve rispettare lo spazio su cui commenta ed evitare di insultare la gente.
Inoltre, pure se non insulta, deve abituarsi a spiegare per filo e per segno da dove arrivano le accuse che sta lanciando. Perché le accuse lanciate senza un riscontro hanno lo stesso valore della carta straccia.
E di posti dove si può vomitare un’accusa senza portare prove a carico è pieno il web.
Non è il caso di scomodarsi e di venire a casa mia. Leggi: sul mio blog.
Sono le uniche due condizioni da porre, in un momento simile.
Dice Carolina Cutolo di Scrittori in causa che la verità non è diffamazione.
E questo è il principio di cui dobbiamo ricordarci tutti quanti.
La verità. Non gli insulti e le illazioni gratuite.
Quindi, avanti con il blog, la solita amica moderazione ai commenti e (si spera) un po’ di senso di responsabilità dei commentatori.
Per quanto riguarda me, sul mio blog continuano e continueranno a esserci le liste EAP, a doppio binario e free.
Per quanto riguarda lo Starbooks, continueremo a scrivere di editori non a pagamento, come abbiamo sempre fatto.
Per quanto riguarda Carlotta, spero che la camomilla abbia fatto effetto.
Per quanto riguarda i commentatori, spero di non dover più ripetere un post come questo.
Ma i nostri commentatori, in genere, recepiscono bene.
Per quanto riguarda Linda, e pure tutti noi, confidiamo nell’appello. Perché a parte tutto in questa sentenza si condanna una moderatrice che non ha nemmeno potuto visionare i commenti diffamatori, come ha spiegato più volte negli ultimi giorni (si tratta di commenti scritti da altri utenti del forum in una chat oraria che dopo due ore non è più disponibile, nemmeno in rete. Il querelante ha però provveduto a screenshottarli, con una lungimiranza invidiabile…).
E francamente, se avviene una cosa del genere, c’è un problema che non riguarda più solo la diatriba sugli editori a pagamento ma sulla reale possibilità di difendersi da un’accusa. Come mi difendo da qualcosa che non conosco perché non esiste più?
E adesso un doppio whisky per tutti. Offre la casa.
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Posted by Carlotta on mag 29, 2013 in Al Bancone | 0 comments
Qui le voci girano, corrono, e a noi non sfugge niente. oggi arriva un cliente al bancone e mi dice che sul sito di La Stampa, nella colonna di destra compare questa roba qui.

Qui accedete al sito. Potete registrarvi, lasciare recensioni, e scalare la classifica come recensori.
Ora l’invito che io faccio ai lettori è questo: ci lamentiamo sempre delle pile di libri di Ken Follet, ma se nessuno li compra i libri di Ken Follet, nessuno li recensisce, nessuno ne parla né bene né male, alla fine chi fa i libri capisce che magari anche basta bestelleroni stracciaballe (non ho mai letto Ken Follet, era solo per fare un esempio). Qui lo spazio è utilizzabile da tutti, potete recensire quello che volete, non c’è nessun obbligo, nessun vincolo, nessuna pila di libri a minacciarvi che se non lo leggete, quel libro, siete troppo out. Potete recensire la lista della spesa pubblicata da Pinco come l’autore sconsciutissimo pubblicato da Caio.
Questa è l’occasione per dire a editori e giornalisti che basta, che non siete delle pecore, che volete altro. Non basta stare a lamentarsi sui social network dove ti leggono perlopiù solo gli amichetti che i libri italiani fanno schifo (non vero), che i grandi editori pubblicano solo porcate (non vero), che i piccoli editori sono invisibili (nell’epoca di internet se vuoi trovare qualcosa la trovi).
Qui potete dire: ‘Io sono un lettore, leggo e voglio questo.’ Occasione imperdibile, secondo me.
Qualcuno vuole un frullato di carota?
P.S. L’avete visto qual è il libro della settimana? Fantasia, portami via.
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Sono totalmente NOEAP, e fortemente contrarie a ogni forma di pagamento da parte degli autori, anche le più subdole (servizi editoriali ecc…) ed estremamente attive e creative in fatto di promozione dei propri libri a catalogo. Negli anni hanno ottenuto discreti riconoscimenti e piazzamenti a concorsi di prestigio, quali: Finalista Andersen con Troppa fortuna, Finalista Premio Pagine Giovani con Ultraviolet, Finalista Premio Italia con La Metafisica di Harry Potter.
Il nostro sogno? Un mondo senza editoria a pagamento, ma anche con meno spazio ai prodotti massificati dei colossi. Noi sogniamo un mondo dove venga valorizzata quella che chiamiamo la “bibliodiversità”, ovvero la presenza di un pluralismo di voci anche nel mondo della produzione culturale. Ma perché questo accada servirebbe che anche i piccoli potessero affacciarsi in tutte le librerie, trovando poi librai appassionati che leggono, scelgono e consigliano.
Pubblicano pochi titoli all’anno, puntando alla qualità del testo e della realizzazione grafica, e al momento cercano soprattutto testi o progetti per bambini e ragazzi, articolati nelle collane di albi illustrati, narrativa 7-11 e narrativa 12+. Sono molto attive sul piano della promozione, seguendo da vicino e passo passo sia gli autori alle presentazioni che l’andamento promozionale di ciascun libro che hanno in collana. Si danno da fare in tutti i modi, dalle campagne stampa alla promozione con eventi e presentazioni, dai booktrailer alla promozione online, fino a iniziative più originali in posti normalmente lontani dal mondo del libro. Partecipano anche a varie fiere della piccola editoria e alle fiere più importanti come Più libri più liberi a Roma e la Fiera del libro per ragazzi di Bologna. Per quanto riguarda le librerie invece la loro promozione è affidata alla Dehoniana Libri, che con la sua rete lavora molto bene nonostante i tempi difficilissimi. Per dare un impulso agli acquisti, nonostante il periodo di crisi, e nel contempo aiutare le biblioteche cittadine, si sono anche inventate la campagna UN LIBRO PER TE, UN LIBRO PER TUTTI, che stanno proponendo ora e che durerà fino al 15 giugno. Chi acquista dal nostro sito ha il 25% di sconto e in più può indicare il nome di una biblioteca cittadina a cui vorrebbe fosse donato il libro. Per ogni tre libri acquistati (anche da persone diverse), regaleranno un libro alla biblioteca.
Sono una persona che crede agli incontri e soprattutto ne è affascinata. L’incontro di queste due Case Editrici con i libri è stato uno di quelli che meritano di esser raccontati.
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Zampanera Editore nasce nel 2007. Francesca Segato grazie alla passione per i libri per bambini inizia a realizzare letture e laboratori nelle scuole, allestendo mostre con testi e illustrazioni suoi e di alcuni suoi amici che condividevano la sua passione, in particolare le illustrazioni di Manuela Paoletti. Questi reading hanno un notevole successo e la passione aumenta in maniera esponenziale al punto che Francesca e i suoi amici iniziano a valutare la possibilità di formare una società vera e propria, in modo da fare delle proprie passioni un lavoro. Decidono fin da subito di dedicare le loro energie e creatività verso i libri per bambini esclusivamente con la creazione di una collana di albi illustrati e una di narrativa, pubblicando sì testi propri ma anche di nuovi e giovani autori e illustratori italiani spesso alla prima pubblicazione (molti di questi “esordienti” successivamente lavoreranno poi per case editrici importanti sia italiane che straniere).
Durante uno dei reading organizzati da Zampanera, avviene l’incontro che porterà alla fusione delle due case editrici: uno dei figli di Sara (Camelopardus) è tra il pubblico che assiste alla lettura del libro di Francesca (Zampanera). E il bimbo, interessatissimo, trascina la mamma in libreria. Le due giovani editrici si conoscono, si scoprono compatibili per filosofia e modo di operare anche se producono libri diversi. Iniziano a collaborare, inizialmente attraverso la condivisione di informazioni, banchetti alle fiere fino ad arrivare alla fusione vera e propria. Nasce Camelozampa, attraverso la quale le due giovani imprenditrici hanno avviato nuovi progetti e nuove collane, riscoprendo autori mai arrivati al pubblico italiano o perle finite fuori catalogo.
“Crediamo profondamente in quello che facciamo e ci innamoriamo di ogni progetto-libro che portiamo avanti. Per questo abbiamo iniziato questo lavoro e per questa passione non intendiamo gettare la spugna…” afferma Francesca Segato.
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Sono una che crede negli incontri. Si vive in maniera parallela per un periodo relativamente breve o relativamente lungo, poi un evento, un inciampo o semplicemente il lieve cambio di direzione del proprio percorso ti immette sulla strada di qualcun altro e questo qualcuno finisce per fare la differenza.
E quello che sto per raccontare è, secondo me, una sequenza di incontri, tutti affascinanti e tutti bellissimi, appassionanti: CameloZampa. Il nome è la contrazione di due loghi, due case editrici: Camelopardus e Zampanera. Un giorno queste due ragioni sociali si sono incontrate, hanno capito che avevano intenti e filosofia comuni e si sono unite per la vita. Ma anche individualmente Camelopardus e Zampanera sono nate grazie a incontri fortuiti ma fondamentali. Dei veri e propri uragani di cui non è possibile prevederne l’entità.
Camelopardus nasce nel 2008 grazie a un incontro. Due amiche di vecchia data, Camilla e Sara e un libro. Lo Zèbre di Alexandre Jardin, edito da Gallimard. Camilla, allora funzionario della Croce Rossa italiana, torna da una delle sue trasferte e presta a Sara, traduttrice e appassionata di letteratura e narrativa francese un libro che lei legge tutto d’un fiato. È amore a prima vista da parte di entrambe. Ma Sara fa qualcosa di più: decide di proporre questo libro a delle amiche editrici offrendosi di tradurlo gratis, solo per poter vedere divulgata l’opera di uno scrittore che ha iniziato a seguire e ad amare. Le amiche editrici accettano e le danno carta bianca anche per trattare con un colosso come Gallimard la questione dell’acquisto dei diritti d’autore. Sara si impegna al massimo, dando fondo a tutta la sua creatività per convincere i coriacei francesi che pubblicare con la casa editrice delle sue amiche sarebbe stata un’idea vincente. La spunta e firma il contratto con Gallimard per la traduzione e per i diritti. Ma quando finalmente si ritrova in mano il contratto le amiche editrici le comunicano di aver cambiato idea. Non sono più interessate a pubblicare il libro. Frustrata ma non vinta, Sara chiama Camilla, che nel frattempo stava partendo per una missione in Africa e le propone di fondare una casa editrice al puro scopo di pubblicare e promuovere lo Zèbre. Nasce così la Camelopardus: nome latino della costellazione della giraffa. Animale che subito affascina le due giovani imprenditrici: “un animale con la testa sulle nuvole ma con i piedi ben piantati per terra” afferma Sara quando le chiedono il perché di questa scelta. Ed è una descrizione che ben si addice alla produzione Camelopardus dei primi anni: dopo Zèbre, pubblicano “La compagnia del somaro sdraiato” di Marina Bacchiani Dalla Spezia, un fantasy comico e divertente, “Lucchetti babbani e medaglioni magici” un saggio sulla traduzione della saga di Harry Potter di Ilaria Katerinov e “Mille candele danzanti” di Christian Bobin.
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